Si è spento Adone Brandalise, il professore che trasformava la conoscenza in libertà

Ci sono professori che non si limitano a insegnare una materia, ma cambiano il modo in cui chi li incontra guarda il mondo. Adone Brandalise era uno di questi. Letterato, filosofo, docente, intellettuale libero, uomo di sterminata cultura e di parola magnetica, è scomparso oggi, giovedì 14 maggio, lasciando un vuoto profondo nell’Università di Padova e in tutta la comunità culturale cittadina.
Più che un professore nel senso tradizionale del termine, Brandalise è stato per generazioni di studenti, colleghi e allievi una presenza capace di aprire sentieri. Il suo pensiero attraversava letteratura, filosofia, politica, psicoanalisi, arte e teoria critica, intrecciando discipline diverse in una visione ampia, inquieta e profondamente viva della conoscenza. A ricordarlo è anche una sua frase, che restituisce bene il cuore della sua ricerca: «Più che nel veicolare contenuti filosofici, la letteratura incrocia il desiderio della filosofia dove questo, per non cedere su sé stesso, deve tentare di rendere non cancellabile il proprio movimento, né il tempo di vita in cui esso è costantemente chiamato a riaprirsi».
«Con la scomparsa del professor Adone Brandalise, l’Università di Padova perde una figura di straordinaria profondità intellettuale e umana. È stato un Maestro nel senso più autentico del termine, capace non solo di trasmettere sapere, ma di generare in studentesse e studenti, nelle colleghe e nei colleghi un’autentica passione per il pensiero critico e per la conoscenza – dichiara Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova -. Il suo approccio, sempre aperto, attraversato da discipline diverse e da una curiosità instancabile, ha lasciato un segno duraturo nella nostra comunità accademica. Di lui resterà non solo l’eredità fatta dai suoi scritti, studi e insegnamenti, ma soprattutto il ricordo di una presenza viva, capace di interrogare, di coinvolgere, di far pensare. L’Università di Padova si stringe attorno alla sua famiglia, alle sue allieve, ai suoi allievi e a tutte le persone che lo hanno stimato e apprezzato».
Nato a Pistoia nel 1949, Brandalise si era laureato nel 1972 con Vittore Branca, discutendo una tesi dal titolo L’opera e la critica. Esperimenti critici su testi narrativi italiani, nella quale sperimentava nuovi metodi di lettura su testi di Alessandro Manzoni e Carlo Emilio Gadda. Dal 1973 aveva iniziato il suo percorso nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, divenendo poi professore di Teoria della letteratura. La sua attività di ricerca si è sempre distinta per l’intreccio tra riflessione filosofica, psicoanalisi e interpretazione del testo letterario. Tra i riferimenti centrali del suo pensiero figurano Spinoza, Plotino, Hegel, l’idealismo tedesco e l’opera di Jacques Lacan, studiata fin dagli anni Settanta. È stato inoltre direttore del Master di Intercultura e animatore di seminari, momenti di studio e percorsi di ricerca capaci di mettere in relazione l’accademia con i grandi dibattiti filosofici, politici e culturali del Novecento.
«La scomparsa del professor Brandalise lascia, prima di tutto, un vuoto affettivo incolmabile presso il Dipartimento di studi linguistici e letterari, che per lui è stato casa e famiglia – aggiunge Gabriele Bizzarri, direttore del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari -. Intorno alla sua figura, alla sua inesauribile conoscenza, al suo eloquio coltissimo, al tempo stesso pacato e impetuoso, alla sua curiosità sconfinata, generazioni di discepoli, colleghi e amici hanno visto circolare, saldamente unite, conoscenza e passione, fuori da ogni schema di funzionamento accademico, fuori da ogni protocollo di gestione. Ci mancherai, caro Adone» Brandalise partecipò anche alla stagione dei dibattiti legati all’operaismo e alla teoria politica. Negli anni Ottanta collaborò, “off air”, alla direzione romana de “Il Centauro. Rivista di Filosofia e teoria politica”, nel cui comitato direttivo figuravano, tra gli altri, Nicola Auciello, Adriana Cavarero, Remo Bodei, Massimo Cacciari, Umberto Curi, Giuseppe Duso, Roberto Esposito, Giacomo Marramao, Giangiorgio Pasqualotto, Biagio De Giovanni e Roberto Racinaro.
«Con profondo dispiacere apprendiamo della scomparsa di Adone Brandalise, intellettuale e figura di grande rilievo culturale per Padova e per il nostro Paese – afferma il sindaco di Padova, Sergio Giordani -. Docente, saggista e pensatore libero, ha saputo lasciare un segno profondo nel dibattito culturale e nella formazione di intere generazioni. Alla sua famiglia, ai suoi cari, ai suoi studenti, ai colleghi e a tutta la comunità accademica va il cordoglio della città di Padova».
Source link




