Calabria

Convention dei consulenti del lavoro in Calabria, De Luca: «È un advisor strategico delle imprese»

Da domani al 25 si terrà a Reggio Calabria la Convention nazionale dei Consulenti del lavoro per discutere di futuro.
Presidente Rosario De Luca, come accompagnerete imprese e lavoratori nelle trasformazioni del mercato del lavoro?
«La professione del futuro si costruisce interpretando il cambiamento. A Reggio elaboreremo una visione comune per governare digitalizzazione, intelligenza artificiale e modelli organizzativi. Il nostro compito non si esaurisce negli adempimenti, ma nel guidare le imprese, tutelare i lavoratori e contribuire a un mercato regolare, inclusivo e produttivo. Cambieranno gli strumenti con cui operare, ma sarà determinante la capacità del professionista di assumersi responsabilità e mantenere la persona al centro».
L’IA incombe. Qual è il confine tra innovazione, responsabilità professionale e tutela delle imprese?
«L’intelligenza artificiale deve restare uno strumento di supporto e non il soggetto a cui delegare responsabilità. Può migliorare i servizi e liberare tempo per la consulenza. Ma ogni decisione che incide sui diritti delle persone dev’essere sottoposta al controllo umano. Il professionista deve conoscere gli strumenti, verificarne i risultati e rispondere delle scelte effettuate. È necessario proteggere i dati, prevenire le discriminazioni algoritmiche e impedire che sistemi opachi determinino selezioni o licenziamenti. Per i Consulenti del Lavoro si apre una nuova funzione: quella di advisor strategico delle imprese, assistendole nel controllo dell’IA applicata al lavoro unendo innovazione, legalità e dignità umana».
La Convention arriva mentre è in corso il percorso di riforma degli ordini professionali. Quali novità potranno favorire un ulteriore sviluppo della vostra professione?
«La legge n. 12/1979 ha reso la categoria protagonista del mercato del lavoro. Ma ora ha bisogno di essere adeguata, valorizzando le funzioni maturate nelle politiche attive, nella certificazione della regolarità dei rapporti di lavoro, nella gestione delle crisi d’impresa, nella sicurezza sul lavoro, nel welfare aziendale e nella pianificazione previdenziale. Va rinnovato anche l’accesso alla professione, collegando orientamento, praticantato, formazione ed Esame di Stato. Dobbiamo avvicinare i giovani al lavoro autonomo, facendone conoscere opportunità e funzione sociale. La riforma dovrà rafforzare la sussidiarietà degli ordini, perché affidare a professionisti qualificati funzioni di interesse pubblico renderà più efficiente lo Stato e più vicine le tutele».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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