Calabria

Il pieno mette in crisi la Calabria: la benzina sale e il conto delle famiglie si restringe

Calabria col fiato sospeso. La sofferenza finanziaria di famiglie e imprese è come una polvere livida che continua a dilatare le smagliature di una capacità di spesa, sempre meno vigorosa. La guerra e le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz hanno trasformato il mercato dell’energia in una nuova fonte di pressione. Il traffico delle navi commerciali attraverso il passaggio strategico resta fortemente ridotto e il petrolio continua a incorporare nel prezzo il rischio geopolitico. Anche quando le quotazioni arretrano, come sta accadendo in queste ore, l’effetto sui consumatori non scompare ma arriva con ritardo (colpa della trasmissione asimmetrica delle quotazioni secondo la metafora “razzo-piuma”), resta nelle filiere e si deposita sui costi di trasporto e produzione.
In Calabria il conto è particolarmente pesante. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio prezzi del Mimit, a ieri la benzina self costa in media 2,178 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge quota 2,355 euro. Sono valori tra i più alti d’Italia. Rispetto all’inizio dell’anno, quando i prezzi indicati erano rispettivamente di 1,627 e 1,677 euro, l’incremento è nell’ordine del 34% per la benzina e del 40% per il diesel. Tradotto nella lingua quotidiana dei bilanci familiari: un pieno da 50 litri di benzina è passato da 81,35 a 108,90 euro, con un aggravio di 27,55 euro. Per il gasolio il salto è stato ancora maggiore: da 83,85 a 117,75 euro, cioè 33,90 euro in più. Tre pieni al mese possono significare oltre cento euro che scompaiono dal bilancio prima ancora di pagare una bolletta o fare la spesa o pagare una prestazione sanitaria.
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