Marche

«Colpa della banca, è stata negligente»


JESI «Stanno cercando di entrare nel suo conto segua le mie indicazioni se vuole salvare i suoi risparmi». Quella voce amica, arrivata tramite una telefonata ad un correntista, in realtà non era altro che un truffatore che è riuscito a infiltrarsi nel numero fisso della banca del beffato attraverso lo spoofing, una tecnica informatica e di ingegneria sociale in cui un malintenzionato falsifica la propria identità per spacciarsi per un’altra persona. A cadere in questa truffa, a maggio scorso, è stato un 40enne della Vallesina, di professione operaio.

Il raggiro

Ha ricevuto una telefonata da un uomo che si è spacciato per un operatore della sua banca e che lo avvisava che era in corso un tentativo di sabotaggio del suo conto corrente. Il 40enne si è fidato, anche perché il numero era oggettivamente quello della sua banca e la voce era molto determinata e rassicurante. Così ha seguito le indicazioni che gli venivano date comprese quelle relative alle proprie credenziali per accedere al conto. «Così trasferiamo il denaro in maniera sicura», gli avrebbe detto il finto operatore. In realtà era un modo per intascarsi i suoi soldi, 40mila euro in tutto. Avuto accesso al conto infatti sono iniziati una serie di bonifici a favore del truffatore, alcuni transitati anche in Poste Italiane. Solo dopo al 40enne sono arrivati i primi dubbi. Ha provato a richiamare la banca per chiedere se era tutto a posto ma dall’istituto di credito sono caduti dalle nuvole. Hanno controllato il suo conto ed era stato svuotato. L’operaio ha sporto subito denuncia riuscendo a ottenere la restituzione di 15mila euro, solo i bonifici transitati tramite le Poste perché gli altri erano tutti bonifici istantanei.

Le vie legali

Mentre le indagini vanno avanti, per risalire al truffatore, il 40enne, tramite l’avvocato Luca Polita, ha attivato la procedura all’arbitro finanziario bancario contestando alla banca il mancato utilizzo di misure di protezione. «Non è possibile che partano bonifici istantanei per cifre così elevate – spiega il legale – con un hacker che utilizza impunemente il numero di telefono della banca». La vittima sta contestando le negligenze dell’istituto di credito. La procedura dell’arbitrato bancario è un organismo di mediazione tra correntisti e banche e può essere utile per dirimere le controversie bancarie e cercare di recuperare parte del denaro perduto. Questo in attesa che si possa arrivare all’artefice della truffa andata a segno.




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