Friuli Venezia Giulia

Collega-Menti, al festival dell’Università il tema sarà il benessere mentale


Lo stress legato a studio e lavoro, l’ombra del sovraccarico digitale e la costante sensazione di essere “fuori asse” a livello mentale. Quando si chiede ai cittadini cosa li mandi maggiormente in crisi, il 46,6 per cento punta il dito senza esitazione contro lo stress professionale o accademico. Subito dopo, a destabilizzare le giornate, c’è il “digital overload” (27,4 per cento). È ciò che emerge da un sondaggio esplorativo, lanciato attraverso i social dall’Università di Udine, che in pochi giorni ha raccolto le risposte di 625 italiani, dai 18 ai 60 anni. Una fotografia nitida che intercetta un bisogno collettivo profondo e reale: la ricerca di un baricentro in un’epoca di continue sollecitazioni.

La direttrice artistica: “Dedicheremo il festival a questo tema”

“Sempre più ci rendiamo conto dell’importanza dell’equilibrio per la salute delle persone, delle società, del pianeta — ha spiegato la giornalista e divulgatrice Barbara Gallavotti, direttrice scientifica del Festival Collega-Menti, che si svolgerà a Udine, Gemona, Pordenone e Gorizia dal 2 al 4 ottobre prossimi — lo sanno bene medici e biologi, che puntano i riflettori sull’equilibrio ormonale, su quello tra attività fisica e sedentaria, fra sonno e veglia, nell’alimentazione e in molto altro. Gli ecologi ci dicono che un ecosistema è sano quando le specie che lo abitano sono in equilibrio fra loro, così come devono essere in equilibrio molti fattori perché il pianeta sia accogliente per tutti i viventi che lo abitano. Anche nell’economia, nella convivenza fra i popoli, persino nell’arte è fondamentale trovare i giusti bilanciamenti. Per questo abbiamo pensato di dedicare l’edizione di Collega-Menti del 2026 a questo tema. Con l’obiettivo, come sempre, di riflettere insieme su come vorremmo fosse il futuro di tutti noi, a partire da domani”.

Il rettore: “Tocchiamo un nervo scoperto”

“Ritengo che il tema di quest’anno del Festival Collega-menti tocchi un “nervo scoperto” del nostro tempo: la necessità di un equilibrio, a livello personale, sociale e geopolitico, e insieme l’incapacità non solo di trovarlo, ma anche di pensarlo/immaginarlo — ha sottolineato il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari  — il Festival, giunto alla sua quarta edizione, è una delle iniziative più rappresentative del nostro ateneo nell’ambito della valorizzazione e della condivisione dei saperi. Come nelle edizioni precedenti, si è scelto un tema interdisciplinare, che si presta a molteplici chiavi di lettura fra loro complementari. Attraverso il Festival vogliamo dare voce alle tante competenze presenti in Ateneo, ma anche ospitare personalità di primo piano del panorama nazionale ed internazionale, con l’ambizione di diventare un luogo originale di riflessione e confronto nel panorama culturale contemporaneo”.

 


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