Club Atletico Voces y Gritos: Un concept sui desaparecidos :: Le Recensioni di OndaRock
Enrico Cerrato, artefice del progetto industrial Petrolio, giunge al decimo anno di attività con “Club Atletico Voces y Gritos”, nuovo tassello che arricchisce il suo catalogo dark-ambient, aggiornando brani strumentali già pubblicati nel 2021 con voci differenti. Petrolio è sempre stata una proposta dichiaratamente cinematografica e il nuovo “Club Atletico Voces y Gritos” ne accentua l’aspetto narrativo. I cinque brani si susseguono formando un unico filo conduttore (siamo di fronte a un concept-album elettroacustico), anche grazie alla voce di altrettanti musicisti che, in modo originalissimo, raccontano storie del Sud America degli anni Settanta e Ottanta, dilaniato da feroci dittature militari che hanno soppresso ogni tipo di libertà ed eliminato un numero imprecisato di oppositori.
Enrico Cerrato utilizza voci diverse per dar voce a chi l’ha perduta per sempre, come ad esempio in “La Picana”, con il canto di Pierpaolo Capovilla. La picana è uno strumento di tortura utilizzato dal governo del dittatore argentino Jorge Rafael Videla (“Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi”) e dal suo omologo cileno Pinochet (“I ricchi sono quelli che producono denaro e bisogna trattarli bene perché ne producano di più”). Erano gli anni Settanta, decennio in cui gli Stati Uniti facevano cadere con la forza governi eletti per far posto a generali compiacenti: un orrore che ben risuona nel caos noise di Cerrato e nel canto alienato di Capovilla, che suona come la voce strozzata di chi, in fin di vita, emette suoni incomprensibili.
Giulia Parin Zecchin (Julinko, Bosco Sacro) canta in “El Silencio”, brano dark-ambient dedicato ai tanti desaparecidos. “2403” apre il disco ricordando il 24 marzo 1976, giorno del golpe argentino di Videla, con un ritmo downtempo onirico, quasi un’elegia funebre cantata da Breanna Johnston, voce della band canadese dream-pop Pallas Athene. Feedback e distorsioni fanno da sfondo a “Y Nadie Queria Saber” (“E nessuno voleva sapere”), in cui la voce degli OvO, Stefania Pedretti, dialoga come in uno spoken word disturbante, dove parlato e urla si sovrappongono come in un dialogo tra sordi, sottolineando la complicità di chi non ha fatto nulla per impedire ciò che è stato.
“Strangled Cry”, con Lynette Cerezo dei Bestial Mouths, chiude con un canto perennemente interrotto, come a sottolineare l’impossibilità di comunicare con semplici parole l’indicibile dolore causato da quegli anni terribili.
Se Cerrato, col suo progetto, ha sempre cercato di creare una narrazione all’interno del mondo della musica sperimentale, con “Club Atletico Voces y Gritos” raggiunge le sue massime potenzialità di racconto, cosa non semplice per una musica che ha nell’astrazione una delle sue cifre primarie.
29/06/2026
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