«Classe rimasta sola, smarrito anche un bimbo». Le maestre (arrestate) gettavano acqua per farsi ubbidire
POLVERIGI – Lasciati soli durante la ricreazione in giardino tanto da smarrire anche un bambino. Emerge pure questo dalle indagini dei carabinieri, effettuate sull’asilo Farfallegre, e che hanno portato all’arresto di due educatrici, finite ai domiciliari per maltrattamenti aggravati e abbandono di minori.
L’ordinanza
«Il 30 giugno scorso – contesta il gip nell’ordinanza della misura cautelare emessa per i gravi indizi di colpevolezza e per il pericolo di reiterazione dei reati – si allontanavano contemporaneamente dal giardino del plesso scolastico, rientrando all’interno della struttura, lasciando la classe dei minori in giardino totalmente priva di vigilanza, per diversi minuti, venendo meno all’obbligo di controllo tanto da smarrire accidentalmente un bambino all’interno della struttura ricreativa». Nel lungo elenco delle condotte contestate alle due maestre, e ancora tutte da dimostrare nelle successive fasi giudiziarie, rientrerebbe anche l’abitudine di «gettare loro addosso dell’acqua per farli ubbidire». Insomma «sistematiche vessazioni fisiche e psicologiche – evidenzia il gip – istaurando un clima di grave e prolungata prevaricazione in particolare esercitando reiterate violenze fisiche come schiaffi al volto e alla testa costrizioni fisiche bloccandoli a terra con il peso del corpo o prendendoli per il collo e le orecchie e scaraventandoli in terra dai giochi» E ancora «infliggendo punizioni umilianti e degradanti come togliere le scarpe ai piedi lasciandoli camminare scalzi, togliere il cappello costringendoli a stare senza sotto il sole, chiuderli nei bagni a chiave e al buio». Le educatrici avrebbero così contravvenuto «costantemente ai propri doveri di cura e vigilanza, per trascorrere la quasi totalità del tempo sedute a utilizzare i propri telefoni cellulari personali, ignorando i pianti e le richieste di accudimento dei minori».
La difesa
I legali delle due maestre, gli avvocati Italo D’Angelo per Gabriella Lisi e Francesco Napolitano per Daniela Angelani, continuano a studiar le carte finora in loro possesso per preparare una difesa per le loro assistite. Domani affronteranno l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Carlo Masini. «Qualsiasi dichiarazione sarebbe inopportuna in questa fase istruttoria», concordano gli avvocati, certi di dimostrare l’innocenza delle loro clienti. Sono stati due gli esposti anonimi, tramite due lettere, lasciate una nella cassetta della posta della polizia locale di Polverigi e l’altra ai Servizi Sociali del Comune, che hanno fatto partire l’indagine. I riscontri sono emersi nel mese di giugno.




