Ciclista travolto e ucciso, il comitato Fci chiede azioni subito per la sicurezza – CRONACA
«Ancora una volta siamo costretti a fare i conti con il dramma di un ciclista ucciso sulle nostre strade. Uno di noi, una persona che amava la bicicletta e viveva questa passione ogni giorno.
Si tratta di una morte che sconvolge profondamente il nostro mondo e l’intera comunità».
Lo scrive il presidente del comitato provinciale Fci (Federazione ciclistica italiana), Renato Beber, a 24 ore dall’investimento in cui ha perso la vita Roberto Forzini, 64 anni, residente a Trento, travolto da un’auto ieri pomeriggio a un attraversamento della provinciale, regolato da semaforo, a Borgo Valsugana, bivio per Roncegno. E nella lettera Beber ricorda anche che «quel punto di attraversamento specifico, utilizzato ogni giorno da centinaia di ciclisti e pedoni, va urgentemente messo in sicurezza».
Uno dei non pochi nodi della viabilità ciclistica che necessitano di un’analisi per verificare la possibilità di renderli più sicuri.
«In questo momento di profonda tristezza – prosegue Beber – ci stringiamo con affetto e commozione all’angoscia e al grande dolore della sua famiglia e di tutti coloro che lo hanno conosciuto.
Una simile tragedia non può lasciarci indifferenti: costringe tutti noi, ancora una volta, a una maggiore responsabilità e a un impegno ancora più deciso per far maturare una reale cultura della sicurezza stradale nel nostro territorio.
Come comitato, insieme a tutte le nostre società affiliate, siamo da tempo attivi in prima linea attraverso numerose iniziative di sensibilizzazione. Portiamo la cultura della sicurezza nelle scuole del Trentino, promuoviamo il progetto Bicimparo e collaboriamo attivamente con le polizie Locali durante le manifestazioni.
Tuttavia, lo sforzo dell’associazionismo e dello sport non basta se non è supportato da interventi strutturali e politici.
Per questo motivo, sentiamo il dovere di ribadire con forza alla politica e alle istituzioni le proposte concrete già avanzate nei mesi scorsi attraverso l’iniziativa Sulla buona strada, promossa insieme ad altre associazioni del territorio.
Torniamo a chiedere con urgenza: campagne di informazione, un piano straordinario di comunicazione pubblica sulla sicurezza stradale e sul rispetto della distanza minima di sorpasso e sicurezza.
Più controlli: un incremento delle verifiche sui limiti di velocità da parte delle forze dell’ordine.
Interventi mirati sul luogo dell’incidente: quel punto di attraversamento specifico, utilizzato ogni giorno da centinaia di ciclisti e pedoni, va urgentemente messo in sicurezza.
Chiediamo che venga installata una cartellonistica adeguata e altamente visibile e che in quel tratto specifico venga istituito il limite di velocità a 30 km/h.
La sicurezza di chi pedala e di chi cammina non può più attendere. Non vogliamo più piangere vittime evitabili».





