“Ci sono feriti”. Convoglio di terra della Flotilla sotto attacco in Libia
Da alcuni giorni il convoglio di terra della Flotilla, che intende raggiungere Gaza attraversando in Nord Africa dall’Algeria, si trova ai confini della Libia, sul valico di Sirte. La marcia è stata interrotta per ragioni di sicurezza, senza che ci siano state pressioni da parte delle forze militari per imporre il blocco. Tuttavia, in queste ultime ore, la Global Sumud Flotilla ha reso noto che il convoglio residuo si troverebbe in queste ore in una situazione di difficoltà e pericolo.
“Il convoglio di Terra è attualmente sotto attacco. A quanto riferito, veicoli non identificati stanno speronando le tende e le persone vengono picchiate e trascinate con la forza all’interno di auto e autobus”, si legge nel comunicato diffuso nella tarda serata italiana. La posizione esatta del convoglio di terra non è attualmente nota, probabilmente per ragioni di sicurezza, ma secondo il rapporto dell’organizzazione “uomini e donne vengono aggrediti violentemente e costretti ad abbandonare il sito. Sebbene non sia chiaro chi ci sia dietro gli attacchi, stiamo ricevendo segnalazioni secondo cui sarebbero perpetrati dalle forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale”. Attualmente non ci sono conferme, non ci sono ancora rapporti ufficiali su quanto sta accadendo. Sarà fondamentale determinare chi stia conducendo l’attacco contro gli attivisti e in quale territorio, per capire poi che passi compiere nel caso in cui ci siano anche altri italiani coinvolti.
Nel frattempo, nella giornata di ieri, una delegazione di 10 persone, compresi anche alcuni italiani, Domenico Centrone e Dina Alberizia, ha deciso di avvicinarsi per trattare il passaggio sicuro ed è stata arrestata per attraversamento illegale dei confini. La Farnesina si è attivata per i connazionali e sono in corso lavori fuori dai riflettori per permettere un rientro sicuro e in breve tempo. Gli attivisti sono stati processati al tribunale di Bengasi per poi essere espulsi come immigrati clandestini.
Per loro non si prospettano trattenimenti in Libia nei prossimi giorni ma una permanenza necessaria per il disbrigo delle pratiche. Il ministero degli Esteri italiano sta curando con la massima attenzione il caso ed è in costante contatto con le autorità libiche.
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