Sedici Paesi, ‘garantire risorse alla Coesione e alla Pac nel bilancio Ue’ – Altre news
“Il prossimo Quadrio finanziario
pluriennale (Qfp) dovrà continuare a garantire risorse
sufficienti per le politiche derivanti dagli obblighi previsti
dai trattati, quali la politica di coesione, la politica
agricola comune (Pac), e la politica comune della pesca (Pcp),
che svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la
convergenza, la crescita economica e la sicurezza alimentare.
Allo stesso tempo, il prossimo Qfp dovrebbe sostenere il
rafforzamento dell’autonomia strategica dell’Ue e continuare a
potenziare la competitività, la transizione climatica e
digitale, la sicurezza e la difesa, la produttività e
l’innovazione, oltre a garantire una base solida per un mercato
unico pienamente integrato”. E’ quanto si legge nella
dichiarazione congiunta firmata da 16 Paesi Ue alla vigilia del
Consiglio Affari Generali, che avrà il bilancio pluriennale
2028-34 tra i principali temi sul tavolo.
“Nella proposta della Commissione, la politica di coesione,
la Pac e la Pcp sono le uniche politiche soggette a tagli in
termini reali, nonostante l’aumento complessivo dell’entità del
nuovo Qfp. In questo contesto, chiediamo un aumento degli
stanziamenti destinati agli Stati membri nell’ambito della
rubrica Uno per le politiche previste dal trattato. La
programmazione di tali stanziamenti, in particolare all’inizio
del periodo di programmazione e in occasione della revisione
intermedia, dovrebbe rimanere interamente di competenza degli
Stati membri. Il meccanismo di orientamento proposto non deve
incidere sulle prerogative di programmazione degli Stati membri.
Sebbene gli strumenti di gestione concorrente possano basarsi
sul quadro di riferimento proposto, le raccomandazioni non
dovrebbero tradursi automaticamente in obblighi, poiché ciò
sarebbe in contrasto con il principio della gestione concorrente
e con l’approccio basato sul territorio”, si legge nella
dichiarazione, firmata da Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia,
Grecia, Spagna, Croazia, Ungheria, Italia, Lituania, Lettonia,
Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia.
“L’abolizione delle riduzioni legate alle risorse proprie
basate sul Reddito Nazionale Lordo è indispensabile: non vi è
alcuna giustificazione politica o economica per reintrodurle. Un
piano di rimborso più graduale di Next Generation EU e nuovi
prestiti congiunti a sostegno del credito (come Catalyst Europe)
dovrebbero essere considerati come opzioni per finanziare gli
investimenti e i beni pubblici europei essenziali per
l’autonomia strategica a lungo termine”, si legge ancora nella
dichiarazione.
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