Piemonte

chiede asilo per evitare la pena di morte

TORINO – Un ingegnere informatico texano di 39 anni, accusato negli Stati Uniti di aver ucciso la moglie incinta, si trova ora detenuto a Torino dopo una fuga internazionale terminata all’aeroporto di Milano Malpensa. Il caso di Lee Mongerson Gilley, già al centro dell’attenzione dei media americani, intreccia accuse gravissime, un presunto tentativo di evasione e una delicata vicenda giudiziaria legata alla richiesta di protezione internazionale.

La fuga in Italia

Secondo quanto emerso, Gilley sarebbe arrivato in Italia con documenti falsi dopo essere riuscito a lasciare gli Stati Uniti. L’uomo, originario del Texas, era sottoposto a sorveglianza speciale con braccialetto elettronico. Per fuggire avrebbe prima rimosso il dispositivo di controllo e poi attraversato rapidamente il Canada, da dove si sarebbe imbarcato per raggiungere l’Italia.

Una volta atterrato a Malpensa, però, sarebbe stato riconosciuto dalle autorità. Le forze dell’ordine italiane si stavano preparando alle procedure per il rimpatrio negli Stati Uniti quando il 39enne ha presentato richiesta di protezione internazionale, sostenendo che negli Usa la sua vita sarebbe in pericolo.

La richiesta di protezione internazionale

La richiesta è legata soprattutto al rischio della pena di morte. In Texas, infatti, Gilley è accusato di duplice omicidio per la morte della moglie e del feto che la donna portava in grembo. Nello Stato americano anche il nascituro viene considerato persona ai fini penali, circostanza che rende il procedimento particolarmente delicato.

L’uomo continua a proclamarsi innocente. La domanda di protezione internazionale è stata formalizzata dalla questura di Varese e ora dovrà essere valutata dai magistrati di Milano. Nel frattempo la Corte d’Appello milanese ha già convalidato il trattenimento del presunto killer americano.

Dal 5 maggio Gilley era stato trasferito al Cpr di corso Brunelleschi, a Torino, proprio in attesa degli sviluppi della procedura. Nelle scorse ore, però, il 39enne è stato portato nel carcere Lorusso e Cutugno, dove rimane detenuto mentre prosegue l’iter giudiziario che dovrà stabilire il suo futuro e l’eventuale estradizione negli Stati Uniti.

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