Sicilia

Ceuta, l’emergenza dimenticata. E sulla spiaggia nasce una tendopoli per i migranti

Sulla spiaggia del Trampolin a Ceuta i migranti continuano a costruire capanne di fortuna mentre altrove si decide il loro futuro. Poco distante, l’esercito lavora contro il tempo per montare le tende con docce e servizi igienici, che in quattro punti dell’exclave daranno riparo a 1.500 persone. «E’ una soluzione temporanea ed eccezionale, che darà risposta a tutti coloro che ne hanno bisogno», ha ripetuto la ministra dell’Inclusione e delle Migrazioni, Elma Saiz. A 18 giorni dagli arrivi in massa di fine luglio, Madrid e il governo di Ceuta hanno concordato quattro aree temporanee di accoglienza. Le nuove strutture – un argine per garantire condizioni minime di salubrità – potrebbero arrivare progressivamente a 4.000 posti, a fronte dei 5.000 migranti rimasti a Ceuta – di cui oltre 2.168 minori secondo Madrid -, circa 9mila stimati dal governo locale. I tendoni dell’esercito segnano un cambio di passo: l’accoglienza umanitaria è ora prioritaria rispetto all’attesa di un ritorno spontaneo in Marocco, finora esibita dalla città autonoma. Tuttavia, l’intervento dello Stato non ha mitigato «l’indignazione» dei ceutini, denunciata ancora oggi dal presidente dell’exclave, Juan Jesus Vivas. Il ‘popolarè ha abbandonato i toni moderati degli ultimi 25 anni, adottando una strategia opposta a quella del 2021 quando, durante la crisi provocata dall’afflusso di 8.000 persone dal Marocco, Ceuta mise subito a disposizione edifici pubblici per accogliere i migranti. Questa volta, invece, secondo Madrid, si è atteso che molti abbandonassero volontariamente l’exclave, per inedia. Fino all’”emergenza di salute pubblica». Nessuno conosce il numero esatto di subsahariani e magrebini accalcati sulle spiagge o nascosti per strada. Neanche Bruxelles. La Commissione parla di «diverse migliaia». Il portavoce Markus Lammert ha accolto con favore il rafforzamento dell’accoglienza deciso dalla Spagna. Ha però ribadito – citato da El Pais – che «tutti coloro che restano illegalmente a Ceuta siano rimpatriati», minori inclusi, «nel rispetto del diritto Ue».

E mentre Madrid ricorda che i ritorni forzati devono osservare la legge, soprattutto per i minori non accompagnati e i richiedenti asilo, il presidente di Ceuta, accanto alla vicesegretaria del Pp, Cuca Gamarra, ha insistito sulle espulsioni collettive. «Se si vuole, si possono fare», ha detto Vivas, richiamando la necessità di «blindare militarmente la frontiera». Sulla stessa linea di Vox: quella che il leader dei popolari, Alberto Nunez Feijoo, ha trasformato nell’ariete politico per contendere a Pedro Sanchez la Moncloa alle elezioni del 2027.


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