Catanzaro, Tanapo può restare in Italia
Catanzaro, Komalmoudou Tanapo ottiene la protezione speciale e resta in Italia. Decisiva la mobilitazione della comunità e il suo percorso di integrazione
CATANZARO – Alla fine ha vinto la comunità. Ha vinto l’umanità. Ha vinto quella rete silenziosa di persone che, senza clamore, ha deciso di non voltarsi dall’altra parte. Di non permettere che l’indifferenza e la burocrazia cancellassero anni di lavoro, sacrifici, sogni e coraggio.
Komalmoudou Tanapo arriva dal Mali. Si è lasciato alle spalle una vita difficile e il distacco dagli affetti più cari, trovando a Catanzaro non soltanto un lavoro, ma una comunità capace di accoglierlo. Con serietà e determinazione ha conquistato la fiducia dei propri datori di lavoro e l’affetto dei clienti del lido-ristorante Frontemare, diventando parte integrante di una realtà nella quale è cresciuto e si è radicato negli ultimi dieci anni.
TANAPO RESTA IN ITALIA, LA VITTORIA DELLA COMUNITÀ
Quando, nello scorso mese di febbraio, la notizia del possibile rimpatrio si è abbattuta come una mannaia su una quotidianità che sembrava ormai consolidata, i primi a mobilitarsi sono stati proprio coloro che ogni giorno lavorano al suo fianco.
«Tanapo rischia di essere espulso dall’Italia e noi non possiamo accettarlo. Per questo vi chiediamo di partecipare a questa raccolta di testimonianze a suo favore e di scrivere un messaggio di solidarietà per aiutarlo a rimanere nel nostro Paese», avevano scritto sui social Pino e Valentina.
E quelle testimonianze sono arrivate. Centinaia di messaggi, un fiume impetuoso di partecipazione e affetto che ha dato vita alla campagna “Non mandate via Tanapo”. Ieri, sabato 13 giugno 2026, finalmente, la notizia attesa da tutti: Tanapo, che da dieci anni vive e lavora a Catanzaro, potrà restare in Italia.
LA CAMPAGNA DI SOLIDARIETÀ PER TANAPO
La Commissione nazionale per il diritto di asilo ha infatti accolto la richiesta di protezione speciale, riconoscendo il valore del percorso umano, sociale e lavorativo maturato nel capoluogo calabrese e il forte radicamento raggiunto all’interno della comunità locale.
Si chiude così una vicenda che negli ultimi mesi aveva toccato il cuore di tante persone. Una storia di lavoro, amicizie e legami autentici che ha spinto cittadini, colleghi, imprenditori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni a schierarsi al suo fianco attraverso una mobilitazione spontanea riassunta in poche parole diventate un appello collettivo: «Non mandate via Tanapo».
IL LAVORO DI FRONTEMARE
Nei mesi scorsi il rischio di dover lasciare l’Italia aveva gettato nello sconforto chi lo conosce da anni. Al Frontemare, dove lavora e dove è considerato uno di famiglia, la sua vicenda aveva assunto il volto concreto di una persona che non era più soltanto un lavoratore arrivato da lontano, ma un amico, un collega, un punto di riferimento.
Determinante è stato il lavoro dei legali Valentina Macrì e Francesco Iacopino, che hanno accompagnato Tanapo nel procedimento di riesame culminato con l’audizione davanti alla Commissione a Roma. Accanto a lui, ancora una volta, c’erano le persone che non lo hanno mai lasciato solo: Valentina e Massimiliano, definiti da lui stesso i suoi «angeli custodi», presenti nei momenti più difficili di una battaglia affrontata con dignità e discrezione.
LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE PER L’ASILO
Nel provvedimento, la Commissione ha ritenuto prevalente il percorso di integrazione compiuto nel tempo, valutando il suo inserimento nella comunità come elemento decisivo per la concessione della protezione speciale.
Una decisione che per Tanapo rappresenta molto più di un documento amministrativo. Significa poter continuare a vivere nel luogo che considera casa, mantenere il proprio lavoro, custodire gli affetti costruiti in questi anni e guardare al futuro con serenità.
I RINGRAZIAMENTI DI TANAPO
Nel messaggio diffuso dopo la notizia, Tanapo ha voluto ringraziare quanti gli sono stati vicini: dalle istituzioni agli amici, dai datori di lavoro ai colleghi, fino ai professionisti che lo hanno assistito.
«In questo momento tanto atteso, vorrei condividere la mia gioia e rivolgere il mio ringraziamento a Filippo Mancuso e Gianmichele Bosco per il loro interessamento umano oltre che istituzionale, ad Assunta Mancuso, sempre vicina nei momenti più difficili come una figura materna, al professor Antonio Saturnino per gli insegnamenti e i valori trasmessi e a tutta la comunità del Frontemare, alla quale sono profondamente legato». Afferma Tanapo
«Ringrazio i miei datori di lavoro Pino e Massimiliano, Valentina per la perseveranza e la determinazione dimostrate in questa battaglia per la giustizia e la mia dignità, i miei colleghi e le loro famiglie, gli avvocati Valentina Macrì e Francesco Iacopino. Un ringraziamento speciale va allo staff dello studio legale Iacopino e, in particolare, alle avvocate Paola Castellana e Maria Jiritano e alla dottoressa Valentina Isabella, che hanno sostenuto la mia causa con grande umanità e straordinaria professionalità».
UNA STORIA DI INTEGRAZIONE
La sua storia racconta come l’integrazione non sia uno slogan, ma qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno attraverso il lavoro, il rispetto reciproco e la capacità di sentirsi parte di una comunità.
Per questo la decisione della Commissione è stata accolta con gioia da tanti cittadini. Perché non riguarda soltanto il destino di un uomo arrivato dal Mali. Riguarda l’idea di comunità che Catanzaro ha scelto di essere quando, di fronte a una persona in difficoltà, ha deciso di stringersi attorno a lui e dirgli semplicemente: non sei solo.
Source link


