Molise

Tagli alle Guardie Mediche e ricorso al Tar, Di Ianni: “I Comuni hanno chiesto solo di essere ascoltati” | isNews

La replica del sindaco di Cerro al Volturno ai commissari: “Non è una battaglia ideologica”


CERRO AL VOLTURNO. “Prima di contestare la scelta dei Comuni, i Commissari alla Sanità dovrebbero interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto decine di sindaci a rivolgersi al TAR”. Lo afferma il sindaco di Cerro al Volturno, Remo Di Ianni, intervenendo dopo la sospensione del DCA 45/2026 da parte del Tar, replicando alle affermazioni di Bonamico e Di Giacomo.

Di Ianni respinge l’idea che il ricorso sia una contrapposizione alle Case di Comunità, alla telemedicina o all’innovazione sanitaria. “Nessuno è contro il cambiamento – sostiene –. I Comuni hanno semplicemente chiesto di essere ascoltati prima di modificare profondamente l’organizzazione dell’assistenza territoriale”.

Per il sindaco, il TAR ha riconosciuto la fondatezza delle questioni sollevate dalle amministrazioni locali, evidenziando la necessità di approfondire aspetti legati alle peculiarità dei territori e al coinvolgimento degli enti comunali.

Di Ianni sottolinea come i sindaci delle aree interne conoscano direttamente le criticità della sanità territoriale e ritiene che una riforma di tale portata avrebbe richiesto un confronto più ampio con le comunità interessate. “Nessun amministratore ricorre al TAR per motivi ideologici – afferma – ma quando ritiene di non essere stato ascoltato”.

Tra i nodi evidenziati anche quello dei presunti risparmi derivanti dalla riorganizzazione dei servizi. “Ad oggi non sono stati illustrati con chiarezza i benefici concreti per il sistema sanitario regionale” osserva il primo cittadino, chiedendo dati e valutazioni a supporto delle scelte adottate.

Di Ianni ribadisce poi le difficoltà quotidiane dei residenti nei piccoli centri montani, dove la distanza dai presidi sanitari può incidere sull’accesso alle cure, soprattutto per anziani e persone fragili. “La tecnologia – evidenzia – può integrare i servizi, ma non sostituire la presenza di un presidio sanitario vicino ai cittadini”.

Per Di Ianni la decisione del TAR non rappresenta “una vittoria contro qualcuno”, ma “un’opportunità per fermarsi, ascoltare i territori e migliorare una riforma che presenta ancora diversi interrogativi. L’obiettivo resta quello di garantire ai cittadini delle aree interne «un’assistenza sanitaria vicina, accessibile e adeguata”.


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