Calabria

Catanzaro, il “Ceravolo” è un alleato prezioso

L’alleato per provare a lasciare subito l’ultimo posto in classifica. Il Catanzaro ritrova il suo stadio, mai così importante dopo un avvio in salita da tre trasferte e altrettante sconfitte. Il “Nicola Ceravolo” non è mai stato così importante quanto lo è adesso.
Anche se sabato contro la Carrarese sarà ancora dimezzato a causa dei lavori di riqualificazione, con la tribuna chiusa, la “Capraro” da ricostruire, una capienza limitata a 5.500 posti e i tifosi giallorossi costretti nella “Mammì” e ai Distinti, non c’è comfort zone migliore. Dopotutto, l’impianto è stato il teatro di alcune delle più belle partite degli ultimi anni.
All’inizio della stagione era stato messo in conto che partire con tre gare esterne avrebbe aumentato il coefficiente di difficoltà per una squadra per molti versi rivoluzionata, con un tecnico e più della metà di giocatori nuovi. Così è stato, pur incassando meno di quanto meritato perché fra Bolzano, Pisa e Vicenza nessuno avrebbe avuto niente da dire se il Catanzaro avesse preso un minimo di tre punti e non lo zero che si è ritrovato. Va da sé che l’esordio interno della quarta giornata è già cruciale quantomeno per il morale (e un po’ pure per la classifica) della squadra e di tutto l’ambiente.
Per trasformare il “Ceravolo” in un vero alleato i calciatori devono ritrovare la forza che ne hanno sempre ricavato, e in questo senso diventerà fondamentale l’apporto dei veterani, da Iemmello a Pigliacelli, da Petriccione ad Antonini.
Quando le cose si sono complicate negli anni passati, anche nel campionato precedente, i senatori hanno dato l’esempio e trainato gli altri, alcuni dei quali non sono comunque giovani alle prime armi: Mosti, Candela, Dorval, Ruggero, Pecorino hanno un passato da cui hanno tratto lezioni ed esperienze che non possono non tirare fuori, indipendentemente dalla condizione atletica all’altezza oppure no. Ma servirà anche l’apporto del pubblico, carico e compatto intorno ai giallorossi: se è un indizio il modo (caloroso, festoso) con cui la squadra è stata accolta ieri sera al Parco della Biodiversità, durante la presentazione ufficiale, sabato ci si può aspettare il dodicesimo uomo. Ha parlato il tecnico Gorgone: «Sono un po’ mortificato per questa partenza e mi dispiace molto. Abbiamo bisogno di voi, soprattutto adesso che stiamo per tornare a casa». Gli ha fatto eco il ds Polito: «L’avvio con tre trasferte è stato ancora più complicato, da sabato comincia il nostro campionato». Infine Noto: «Contro la Carrarese lo stadio deve essere una bolgia seppure a capienza ridotta».
Del resto i 419 sostenitori che hanno applaudito e incitato le Aquile anche dopo il 2-0 di Bolzano sono indicativi del sentimento generale, alla prova dei fatti opposto a ciò che si respira (ingenerosamente) sui gruppi dedicati nelle piattaforme social. Contro la Carrarese si giocherà il primo scontro diretto del campionato, possibile trampolino per abbandonare l’ultima piazza e cominciare a scavalcare chi sta davanti, in primis proprio i toscani (che hanno un punto). Il fondo della classifica era un posto che mancava da più di 20 anni (28 maggio 2006, 42esimo e ultimo turno di quel campionato). Meglio allontanarsene velocemente. La qualità per farcela c’è tutta.


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