Catanzaro, cresce l’intesa. Buon collaudo con il Giugliano
C’è sempre qualcosa di magico quando un giocatore del Catanzaro segna di sinistro su punizione. Simone Pafundi aveva il 7 sulla schiena e non il numero 11 che nessun giocatore giallorosso potrà mai più indossare, però la bellezza del mancino a giro con cui ha sbloccato l’amichevole con il Giugliano è stata un segnale e un suggestivo omaggio, anche se inconsapevole, a Massimo Palanca.
A parte il gol e il collegamento con la storia giallorossa, Pafundi sembra essere perfetto per far dimenticare la classe e le giocate di Liberali, il motivo per cui è stato preso in prestito dall’Udinese dopo un lungo e paziente corteggiamento: ha dato ottime impressioni per la personalità e la facilità con cui ha creato e servito, dribblato e corso da trequartista destro nel 3-4-2-1 schierato da Gorgone.
La squadra del tecnico romano ha pressato e difeso alta e con intensità, ha costruito molto anche se ha segnato meno di quanto avrebbe dovuto e potuto: contro i campani, formazione del girone C di Serie C stesa 3-0, sono andati a bersaglio anche Pittarello in avvio su imbucata di Petriccione e Reita alla fine della ripresa, con assist di Arditi, ma tante volte hanno sfiorato la rete lo stesso Pittarello, Alesi, Pafundi, Di Francesco, Koffi, l’ottimo Frankie Tchaouna. Se Pafundi è salito su un piedistallo grazie a un gol capolavoro finito all’incrocio dei pali,
Alesi non è stato da meno: da centrocampista centrale accanto a Petriccione nel primo tempo, il siciliano ha fatto ciò che sa, cioè puntare e saltare l’uomo risultando spesso uno sbocco utilissimo fra le linee, sia per andare alla conclusione che per servire i compagni.
Un test a fine ritiro e sotto un caldo boia con temperature vicine ai 40 gradi non può dare indicazioni assolute, però nel passato recente ci sono state sgambate peggiori di questa giocata a Rovato, in provincia di Brescia, davanti a 300 tifosi circa, tutti per le Aquile.
Gorgone ha ruotato tutti i giocatori a disposizione tranne Pompetti e Favasuli, piazzando il bravissimo Arditi da prima punta (ha colpito una traversa con un pallonetto) quando è uscito Pittarello (a metà ripresa), rimettendo Koffi più largo, un po’ trequartista e un po’ ala. Nei primi 45 minuti la difesa composta da Ruggero, Antonini e Verrengia ha lavorato abbastanza bene, Candela da esterno destro ha spinto più di D’Alessandro (che era a sinistra), Petriccione ha diretto come al solito il ritmo pur muovendosi forse un po’ più alto rispetto agli anni scorsi, Di Francesco è stato il trequartista sinistro.
Il baricentro molto alto non ha evitato i rischi, era fisiologico, ma quando il Giugliano ha avuto l’occasione di aprire una breccia è stato prontissimo Pigliacelli. Nella ripresa il portiere ha lasciato spazio al suo vice Marietta, e con lui hanno avuto spazio anche Frosinini, Bashi, Garnica, Postiglione, Esteves e Tassoni. Sono calati un po’ i ritmi, non la gestione della gara. Stamattina l’ultimo allenamento a Rovato, poi il rompete le righe e tre giorni di riposo: domenica pomeriggio la ripresa a Giovino per preparare la prima uscita ufficiale. A Ferragosto, contro il Sudtirol per la Coppa Italia, sarà tutta un’altra storia.
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