Abruzzo

Caso Peano-Rosa, Recchiuti: “Nessuno scarichi le colpe, serve un patto educativo”

La delegata dell Provincia alla scuola risponde indirettamente al sindaco di Nereto: “Non è un problema di un singolo istituto o di un Comune. I dati sul disagio giovanile sono allarmanti, come adulti e istituzioni dobbiamo interrogarci su cosa stiamo sbagliando”

TERAMO – Il dibattito attorno al grave episodio di aggressione subito da un docente dell’Istituto ‘Peano-Rosa’ di Nereto si allarga al livello provinciale. Dopo le dichiarazioni del sindaco Daniele Laurenzi, che aveva blindato i confini delle competenze comunali invitando a non strumentalizzare l’accaduto, interviene la consigliera provinciale delegata alla scuola, Gabriella Recchiuti, offrendo una lettura che sposta l’accento sulla responsabilità collettiva degli adulti e delle istituzioni.

L’episodio suscita profondo disagio – esordisce Recchiuti -. Al di là dell’accertamento dei fatti e delle responsabilità, che spetta alle autorità competenti, è necessario interrogarsi sul clima educativo e relazionale che attraversa una parte del mondo giovanile. Da genitore, prima ancora che da amministratore, mi interrogo su cosa stiamo sbagliando“. La delegata alla scuola della Provincia di Teramo smorza sul nascere i tentativi di isolare il caso o di ridurlo a una questione puramente burocratica o locale, dialogando idealmente con la posizione espressa dal primo cittadino di Nereto: “Bisogna essere chiari su un punto: non è un problema di quell’Istituto e meno che mai di un singolo Comune. Tutti i dati nazionali segnalano una crescente esposizione degli adolescenti a forme di aggressività e comportamenti conflittuali”.

A supporto di questa tesi, la consigliera cita i report di Save the Children (‘Dis(armati)’) e dell’Osservatorio Indifesa, che tratteggiano un quadro allarmante in cui bullismo, cyberbullismo e modalità comunicative violente vengono ormai tristemente ‘normalizzati’ dalle nuove generazioni. Per Recchiuti la risposta non può limitarsi al rimpallo di competenze o a provvedimenti temporanei. La Provincia è già attiva con il progetto ‘Ti Ri-Conosco, alle radici della violenza’, un’esperienza che secondo la delegata dimostra come la crisi vada affrontata strutturalmente nella quotidianità della formazione, con sostegno continuo ai docenti, spesso lasciati soli in prima linea, con il coinvolgimento attivo e corresponsabile delle famiglie e con un supporto psicologico stabile nelle scuole, dalle medie alle superiori, per intercettare il disagio prima che sfoci in violenza.

L’impegno della Provincia non si fermerà alle dichiarazioni. Gabriella Recchiuti ha annunciato l’intenzione di recarsi personalmente a Nereto nei prossimi giorni: “Sarà mia premura incontrare la dirigente scolastica e, se lo vorranno, il Consiglio d’Istituto. L’obiettivo è metterci a disposizione, ascoltare e capire concretamente come possiamo essere d’aiuto“.


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