Marche

Caso Di Ruscio, l’ex sindaco resta ancora nel limbo. La maggioranza in Consiglio non si pronuncia e vota per il rinvio – Cronache Fermane

di Sandro Renzi

Ventotto punti all’ordine del giorno, cinque mozioni e una raffica di interrogazioni da parte dell’opposizione, ben undici. Riflettori accesi a Fermo sulla pronuncia del Consiglio comunale in merito alla ipotesi di incompatibilità dell’ex sindaco Saturnino Di Ruscio che qualche giorno fa aveva però incassato il via libera della giunta Scarfini dopo aver protocollato nuovi documenti da cui si evince la sua disponibilità a rinunciare agli atti del giudizio, quindi agli effetti civili della sentenza di primo grado, che lo ha visto contrapposto all’ente di via Mazzini. Ma anche disponibilità a vendere la quota parte del bene oggetto del contenzioso. Una proposta accolta favorevolmente dall’esecutivo in una delibera di indirizzo ad hoc che ha poi lasciato al Consiglio comunale il compito di pronunciarsi definitivamente sulla permanenza di Di Ruscio nella civica assise. L’assessore Ciarrocchi, questa volta quasi più in veste di avvocato che componente della giunta fermana, ha però spiegato sul piano tecnico che per chiudere il cerchio, ovvero consentire a Di Ruscio di esercitare pienamente il suo mandato, occorrerebbe un altro passaggio formale previsto dalla legge. Va detto che la causa, promossa anche dai parenti di Di Ruscio, andrà comunque avanti perché è intenzione del Comune appellare la sentenza che l’ha visto soccombere in prima battuta. «Come manifestiamo allora la rinuncia agli atti presentata da Di Ruscio? -ha detto Ciarrocchi- Le strade possono essere due: sottoscrivere una “transazione tombale” oppure si notifica l’atto di appello e prima di dichiarare l’estinzione del giudizio vengono modificati gli effetti della sentenza di primo grado. Visto che il ritardo è dipeso anche dal fatto che non è stato ancora notificato l’appello, ritengo di aggiornarci su questo punto al prossimo Consiglio comunale». Così l’assessore alla civica assise interrotto durante il suo intervento da alcune persone che tra il pubblico hanno mostrato tre bandiere della Palestina costringendo il presidente Pascali a chiedere l’intervento della Polizia locale. Cittadini che hanno manifestato la loro contrarietà alla presenza nel Feramno dei soldati israeliani per periodi di vacanze

Il capogruppo Candidori di Piazza Pulita ha quindi sollevato la questione pregiudiziale e, alla luce di questi ulteriori chiarimenti, ha chiesto il ritiro dell’ordine del giorno. La questione Di Ruscio verrà dunque esaminata nella prossima seduta. Ad aprire le danze in civica assise era stato lo stesso Di Ruscio con una interrogazione finalizzata ad ottenere una sospensione dei lavori in corso al Girfalco. Progetto contestato da buona parte della minoranza ed al centro di una petizione sottoscritta da mille cittadini. A difendere il piano, per il quale sono state ottenute risorse per oltre due milioni di euro, l’assessora Maria Antonietta Di Felice che ha ricordato, tra le altre cose, l’attenzione dei tecnici per la sostenibilità ambientale dell’intervento e “l’investimento” nel verde che a fine cantiere aumenterà di circa mille metri quadrati rispetto alla situazione attuale.

Sul biodigestore a San Biagio ha invece focalizzato l’attenzione il capogruppo di FdI, Leonardo Tosoni, che con una interrogazione ad hoc ha chiesto chiarimenti all’Amministrazione comunale sui tempi di conclusione dei lavori finanziati con ben 17 milioni di euro dal Pnrr e quindi soggetti ad una scadenza ben precisa a rischio di dover restituire le risorse. Ma anche sulle motivazioni del ritardo e, tra le atre cose, sulle cause che hanno portato l’investimento, inizialmente previsto in poco più di 31 milioni di euro, a salire di altri 4.600.000 euro. La risposta è stata affidata all’assessore Alessandro Ciarrocchi il quale ha ricordato che gli uffici hanno aperto una interlocuzione con il Mase per ottenere una proroga della scadenza, fissata al 30 giugno, al 31 dicembre. «Il Mase – ha aggiunto Ciarrocchi- ha dato indicazione di andare avanti non potendo concedere allo stato una proroga formale dovendo attendere il target nazionale. Sono fiducioso di completare il tutto entro dicembre». In apertura il sindaco Alberto Maria Scarfini ha annunciato l’assegnazione di alcune deleghe particolari ai consiglieri: Daviv Cinti si occuperà di politiche legate alla sicurezza, Giordano Fabrizi di promozione turistica e culturale della Cavalcata, Stefano Faggio si occuperàò di centro sociali, Francesco Catini di rapporti con le contrade e Paola Gaggia di programmazione e manutenzione della viabilità e dei parchi, infine a Luigi Rocchi andranno le politiche per i minori ed al presidente Pascali lo sport.

 

 


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