Paparelli alla guida in Umbria di Iv-Casa riformista per diventare la «gamba» moderata della coalizione

Sarà l’ex dem ed ex vicepresidente della Regione Fabio Paparelli a costruire in Umbria quella che ha l’ambizione di diventare la «gamba riformista» della coalizione di centrosinistra; una maggioranza e una giunta che, su diversi temi, vengono «rimandate a settembre». Il progetto e il nuovo coordinatore di Italia viva-Casa riformista, nato dalla sintesi tra le due realtà, sono stati presentati martedì pomeriggio a Perugia nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni.
Faraone Per l’occasione a sbarcare in Umbria martedì è stato Davide Faraone, deputato di IV che ha parlato della necessità di «allargare un progetto politico a cui serve un’azione rinnovata. Paparelli guiderà questo percorso di transizione e ci aspettiamo nuove adesioni nelle prossime giornate; vogliamo dare un segnale di allargamento». Il progetto rimane saldamente ancorato nel centrosinistra, definito da Faraone «una scelta conclamata e definita a livello nazionale e nelle regioni». In Umbria in particolare «dovremo immaginare la nostra presenza nel centrosinistra in modo più strutturato». Il confronto con la presidente Proietti e la maggioranza si farà dopo settembre, una volta dato vita a un coordinamento regionale.

Rimandati Usando la metafora scolastica, Paparelli rispondendo ai giornalisti ha parlato di una giunta e di una maggioranza «rimandati a settembre. Dopo un anno e mezzo non si può dare un giudizio complessivo ma su alcune cose – come ad esempio sanità, partecipate, economia, aree di crisi e fuga dei giovani – chiederemo di aumentare il tasso di riformismo». L’obiettivo a lungo termine è quello di «costruire – ha detto Faraone – la gamba riformista della coalizione in Umbria, purtroppo finora assente». «Dobbiamo allargare la casa – ha aggiunto il deputato – parlando a tutti i soggetti che, pur dicendo le stesse cose, sono dispersi in diversi contenitori, magari nel Pd o in altro come +Europa. Le persone che dicono le stesse cose devono avere la stessa casa, anche perché la coalizione è troppo spostata a sinistra e quindi poco competitiva: quando abbiamo vinto è perché avevamo una gamba riformista».

Riformismo Paparelli si è detto poi convinto che ci sia «spazio per riformismo, buona amministrazione e coraggio nel prendere le decisioni; dobbiamo dare una casa a chi non si riconosce nei populismi», portando «cultura di governo e capacità di affrontare le sfide, dalla sanità al sostegno alle imprese fino a lavoro di qualità – ha aggiunto l’ex presidente – aree interne, innovazione, università e così via». Il tutto, assicurano, nell’ambito di un progetto «che vuole unire, non dividere».
Gnagnarini lascia Con l’arrivo di Paparelli Massimo Gnagnarini, anche lui presente martedì, ha lasciato la presidenza di Italia viva in Umbria: «È utile superare il perimetro di Iv per costruire una casa riformista aggregando personalità con culture differenti». Gnagnarini ha poi rivendicato il «lavoro riconoscibile» fatto nel corso di questi tre anni, segnati anche dall’appoggio elettorale dato a Vittoria Ferdinandi e Stefania Proietti «pur non aderendo mai al Patto avanti. Abbiamo sostenuto la giunta quando era giusto e avanzato proposte quando era necessario, come sulla manovra relativa alle addizionali, sulla sanità e sui rifiuti: idee all’insegna dello spirito costruttivo che affidiamo alla nuova governance».
Chi c’era Tra i presenti in sala anche l’ex Lega Stefano Pastorelli, il neo presidente di Gesenu Massimo Monni, Francesca Troiani, Cesare Carini, l’ex dem Francesco Puggioni, Luigi Tardioli, Tiziana De Angelis, Cristiano Leonardi e Valeriano Giambitto di Comunità riformista. A aderire al progetto anche l’ex consigliera regionale Donatella Porzi.
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