Cultura

Kelela – new avatar | Indie For Bunnies

Ancora, la gazzella di Washington, al terzo album mira sempre di più alla trasformazione, continuando nel suo personale percorso di modifica dei canoni del r&b contemporaneo, raggelante, ipnotico e alla fine avvolgente, dalla patina ruvida e astratta come la copertina che sa di un “Blade Runner” raschiato, dalla sensazione di un passaggio presente, vivo ma allo stesso tempo congelato, come metafora plastica del sound tipico di Kelela, ormai per fortuna sempre più distinguibile.

Credit: Press

La caratteristica che salta subito all’occhio di questo “nuovo avatar” è la frequente presenza di chitarre, strumento necessario forse per l’artista per sdoganare altri territori dentro il suo mood, in un quadro non spiazzante di rimbalzo fra sensazioni quasi new wave e calore soul, che arrivano subito con l’iniziale “idea 1”, che non nasconde tra l’altro scie shoegaze.

Meno monolitico del precedente “Raven”, sarebbe sbagliato connotare “new avatar” solo come il tentativo di avvicinamento di Kelela all’alternative rock, perchè il suo intento rimane quello della contaminazione di generi, in quanto persistono diverse canzoni intrise di quel dub step marchio di fabbrica, come in “point black” o “new life forms” e altre, ma è l’idea, spesso rimarcata in altri contesti, che il r&b alla fine sia il più duttile dei generi, quello che aspira, trattiene e ingloba, dove anche ci si può permettere di usare riverberi di chitarre alla Robert Smith o i migliori Slowdive associati ad una musica fondamentalmente black.

Si dirà, anche questo non è niente di nuovo, mi vengono in mente le ibridazioni ovviamente di Prince prima ma rimanendo in ambito più moderno “Mezzanine” dei Massive Attack, dove il pattern era molto simile a questo album, però e’ una realtà nuova che questa sintesi con Kelela trova la sua collocazione ideale, merito anche della produzione di fattura Warp che consolida e amplifica lo schema dall’atmosfera rigida dentro stilemi caldi, dentro quella voce magnifica, profondamente black, virtuosa e collante, sempre più conscia, capace di farci perdere dentro una serata di dancefloor individualista o sognare futuri possibili, avvolti dalla dolce malinconia di una ballata indie.

Il new avatar permette e vuole questo, la trasformazione è in corso, bisogna approfittarne per non rimanere scollegati dal presente, per non rinunciare a provare nuove forme di identità.


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