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Calabria, De Caprio lancia il “Patto etico per il lavoro stagionale”: incentivi contro caporalato e lavoro nero



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Contrastare il caporalato, arginare la cronica carenza di manodopera stagionale e smantellare il cosiddetto «welfare criminale» attraverso incentivi concreti alla legalità e alla trasparenza. È questo l’obiettivo della bozza di proposta di legge regionale per l’istituzione del “Patto Etico per il Lavoro Stagionale”, presentata dal consigliere regionale Antonio De Caprio e discussa in via preliminare in Commissione Anti’ndrangheta, con l’intento di favorire un percorso partecipativo e raccogliere contributi operativi prima dell’approdo in Consiglio regionale.

«La nostra regione vive oggi un paradosso economico drammatico: tassi di disoccupazione giovanile altissimi convivono con una crisi strutturale nel reperimento di manodopera in settori trainanti come l’agricoltura e il turismo. Le imprese, che operano con cicli stagionali di quattro-sei mesi, denunciano l’impossibilità di garantire servizi e produzioni», afferma De Caprio.

Il consigliere richiama inoltre la tragedia di Amendolara dell’inizio di giugno, costata la vita ad alcuni braccianti, come simbolo della necessità di un cambio di passo. «Non è più sufficiente l’indignazione ex post: occorre smantellare il welfare criminale dei caporali costruendo un’alternativa istituzionale ed economica forte e vantaggiosa per lavoratori e imprese», sottolinea.

Welfare attivo, formazione e rete etica regionale

La proposta introduce un approccio fondato su «Welfare attivo, sicurezza e competitività», prevedendo l’istituzione della Rete Etica Regionale del Lavoro Stagionale, articolata nelle sezioni Turismo e Agricoltura. Le aziende potranno aderire volontariamente, a condizione di rispettare requisiti inderogabili, tra cui il Durc in corso di validità e l’applicazione integrale dei contratti collettivi.

Tra le misure più innovative figura il cosiddetto “Portafoglio di Regolarità”, un incentivo economico calcolato in proporzione alle giornate di lavoro regolarmente certificate. L’obiettivo è legare i benefici esclusivamente al lavoro dichiarato, inducendo i lavoratori a pretendere contratti regolari e favorendo così l’emersione del lavoro nero.

La bozza prevede inoltre un’indennità regionale per i mesi invernali di inattività destinata ai lavoratori con contratti superiori ai tre mesi. Il sostegno economico sarà subordinato alla sottoscrizione di un «Patto di Formazione» con i Centri per l’Impiego e alla partecipazione a corsi su sicurezza sul lavoro, diritti sindacali, innovazione digitale e lingue straniere.

Trasporti, alloggi e sgravi fiscali per le imprese

Un capitolo importante riguarda il contrasto al monopolio esercitato dai caporali nella gestione di trasporti e alloggi. Attraverso un Piano Logistico Integrato, la proposta prevede contributi a reti d’impresa e consorzi per organizzare servizi di trasporto collettivo certificato e per la riqualificazione di immobili da destinare ai lavoratori stagionali.

Priorità sarà data al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, da trasformare in «Alberghi Diffusi per Lavoratori Stagionali», garantendo standard abitativi dignitosi ed escludendo qualsiasi requisito discriminatorio legato alla residenza.

Sul fronte delle imprese, il cosiddetto Patto di Competitività prevede importanti agevolazioni fiscali. È prevista la riduzione del 50% dell’aliquota base Irap per le aziende che incrementeranno di almeno 45 giorni la durata media dei contratti stagionali, oltre all’azzeramento totale dell’Irap per tre anni in caso di stabilizzazione a tempo indeterminato del personale.

«Ho voluto aprire questo confronto partendo dalla Commissione Anti’ndrangheta perché una riforma del genere deve essere condivisa e immune da divisioni partitiche», conclude De Caprio, evidenziando come le coperture finanziarie siano state individuate attraverso fondi europei, Programma Gol, Complemento di sviluppo rurale e risorse regionali. L’obiettivo dichiarato è trasformare la proposta in «una legge storica che restituisca dignità al lavoro e competitività alla Calabria».


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