Case, flessione dei prezzi a luglio. Ad Arezzo il costo al metro quadro più basso della regione
Il mercato residenziale italiano archivia il mese luglio con un calo mensile dell’1,1%, portando la media nazionale a 2.030 euro/m². Su base annua i prezzi crescono del 3,1%, mentre il dato trimestrale segna una flessione dell’1,2%. È quanto emerge dall’ultimo indice dei prezzi del portale immobiliare Idealista. In questo contesto, la provincia di Arezzo registra un dato ben inferiore alla media italiana: 1.463 euro al metro quadro, il più basso della Toscana, con una variazione annuale in crescita dell’1,1% (-0,8% però nell’ultimo trimestre).
Il quadro regionale e provinciale
In Toscana, è Lucca la provincia con il prezzo al metro quadro più elevato (3.906 euro/m2), nettamente davanti al capoluogo Firenze (3.393 euro/m²). Completa il podio Livorno (2.619 euro/m2), seguita da Grosseto (2.483 euro/m2), Prato (2.235 euro/m2), Massa-Carrara (2.070 euro/m2), Pisa (1.927 euro/m2), Siena (1.926 euro/m2), Pistoia (1.1565 euro/m2) e, come detto in apertura, Arezzo a chiudere la classifica (1.463 euro/m2).
Osservando il trend delle 10 province toscane, a livello mensile soltanto Siena fa segnare un lieve rialzo (+0,1%), mentre nell’Aretino scende il prezzo dello 0,3% rispetto a giugno. Il calo più netto è rilevato a Grosseto (-1,6%).

Per quanto riguarda invece i 26 comuni della provincia aretina, il comune capoluogo è terzo in graduatoria con 1.777 euro/m2 (calo dell’1,9% rispetto al dato di giugno), alle spalle di San Giovanni Valdarno (1.814 euro/m2, +2,4%) e Cortona (2.028 euro/m2, +2,3%), unica sopra quota duemila. Fanalini di coda quattro comuni sotto i mille euro per metro quadro: Caprese Michelangelo (978 euro/m2), Chiusi della Verna (958 euro/m2), Castel San Niccolò (875 euro/m2) e Castel Focognano (867 euro/m2). La crescita mensile più significativa si registra a Laterina Pergine Valdarno (+2,5%), la flessione più negativa a Sansepolcro (-3,1%).
L’analisi nazionale
Luglio racconta di battute di arresto generalizzate a livello regionale: solo il Trentino-Alto Adige, con un rimbalzo del 4,1% e la Valle d’Aosta con un più 0,7% segnano variazioni mensili positive. Le restanti regioni sono in calo. La frenata più brusca è in Basilicata (-3,3%), seguita da Calabria (-1,7%) e Sardegna (-1,6%). Riduzioni più contenute nel Lazio (-1,5%), Marche (-1,5%), Lombardia (-1,2%) e Friuli-Venezia Giulia (-1,2%).
Il Trentino-Alto Adige guida la classifica dei valori assoluti con 3.281 euro/m². A seguire, un terzetto di regioni del Centro-Nord: Liguria (2.645 euro/m²), Toscana (2.636 euro/m²) e Lombardia (2.627 euro/m²). Sopra la media nazionale anche Lazio (2.402 euro/m²) ed Emilia- Romagna (2.116 euro/m²). Per chi cerca prezzi accessibili, Molise (887 euro/m²), Calabria (897 euro/m²) e Basilicata (1.065 euro/m²) restano i mercati più convenienti d’Italia.
A livello provinciale, la tendenza è prevalentemente negativa nell’84% delle aree monitorate. Mentre, le note positive arrivano soprattutto dal Nordest: Trieste guida i rialzi mensili con +1,8%, seguita da Ravenna (1,4%). Brindisi (0,9%) e Verbano-Cusio-Ossola (0,9%) completano la testa della classifica, con Aosta (0,7%) e Mantova (0,6%) poco distanti. Sul fronte opposto, Pordenone segna il calo più marcato con -4,8%, davanti a Nuoro (-3,6%), Enna (-3,3%) e
Potenza (-3,2%). Stabili, questo mese, Novara e Teramo.
La graduatoria dei prezzi provinciali vede Bolzano (4.702 euro/m²) nettamente davanti a Milano (4.125 euro/m²), Lucca (3.906 euro/m²) e Firenze (3.393 euro/m²). Le due grandi province metropolitane segnano dei cali mensili, Roma -1,2%, Milano -1,5%, ma sull’anno entrambe crescono: rispettivamente 4,1% e 3,2%. All’estremo opposto, Biella (529 euro/m²), Caltanissetta (585 euro/m²) e Isernia (608 euro/m²) sono le province più economiche per l’acquisto di un’abitazione.
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