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Minaccia di un attentato iraniano e Trump lasciò la Turchia a bordo di un volo militare straordinario

Tutti i giornalisti e i membri dello staff della Casa Bianca presenti sul gigante dei cieli ammessi al viaggio con il presidente erano convinti che a bordo, come sempre, ci fosse anche lui. Invece, la missione inedita svelata dalle pagine del Washington Post racconta di una misura straordinaria adottata per il rischio di un attentato.

Ankara, 8 luglio scorso. Al termine del vertice Nato “Trump è salito a bordo del vecchio jumbo jet Air Force One sotto l’occhio delle telecamere”, scrive il quotidiano, “ma pochi minuti dopo, è stato trasferito segretamente su un aereo più piccolo, un C-32A dell’Aeronautica, utilizzando un camion per il catering aeroportuale, solitamente impiegato per caricare pasti e altre provviste prima del volo”.

La ricostruzione fornita da un funzionario statunitense coperto dall’anonimato trova confermata da materiale esaminato dal Post. “In tal modo, l’Air Force One è diventato un’esca”, ha spiegato il funzionario, a fronte probabilmente della minaccia di attentati ai danni del presidente da parte dell’Iran. La manovra ha fatto sì che la posizione effettiva del presidente rimanesse nascosta al pubblico americano e a molti alti funzionari statunitensi per ore.

L’amministrazione Usa ha solo affermato che Trump ha lasciato la Turchia l’8 luglio a bordo dell’ex Air Force One, mentre il presidente, sui social media, annunciava che avrebbe utilizzato il vecchio velivolo anziché l’aereo che lo aveva portato fin lì, un Boeing 747-8 più recente donato agli Stati Uniti dal Qatar, mettendolo in discussione per ragioni di forniture tecniche. Il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Steven Cheung, ha rilasciato invece dichiarazioni a difesa del nuovo jet: “È un aereo all’avanguardia dotato di protocolli di sicurezza di alto livello che garantiscono l’incolumità del presidente e del suo staff. Come ha affermato di recente il presidente, ci sono molti nemici dell’America che lo prendono di mira e noi utilizziamo ogni strumento a nostra disposizione per contrastare queste minacce”.


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