Sicilia

Caro gasolio, la Federazione armatori siciliani in pressing: «Il governo ci ascolti»

Il presidente della Federazione Armatori Siciliani Fabio Micalizzi ha inviato una lettera al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, chiedendogli di intervenire presso il governo Meloni e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per affrontare l’emergenza del caro gasolio ed evitare la mobilitazione dei motopescherecci in programma il 22 ottobre nello Stretto di Messina.

Nella lettera – si riferisce in una nota – la Federazione ha ricordato il ruolo svolto da Galvagno in occasione della precedente mobilitazione programmata per il primo maggio, quando il suo intervento contribuì a scongiurare il blocco dello Stretto, favorendo l’apertura di un confronto con le istituzioni regionali.

La richiesta dell’organismo sindacale è quella di organizzare veri e propri stati generali della pesca, coinvolgendo tutte le organizzazioni del comparto, comprese le sigle autonome che stanno promuovendo mobilitazioni in Sicilia, Calabria e nel resto d’Italia. E si richiama l’attenzione sui circa 760 milioni di euro di risorse Feampa disponibili a livello europeo e sul distinto regime italiano di aiuti da 285 milioni di euro, autorizzato dalla Commissione europea per sostenere i settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

«Gli strumenti finanziari esistono. Vogliamo sapere quali risorse siano effettivamente disponibili per le imprese di pesca, quali siano già state erogate e quando gli armatori potranno beneficiare di misure capaci di ridurre concretamente il costo del gasolio», afferma Micalizzi, auspicando un riscontro dal presidente Galvagno entro il 20 ottobre. Nel frattempo, la Federazione conferma la partecipazione di cento pescherecci alla mobilitazione del 22 ottobre.


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