Caro carburanti, decreto legge oggi: accise mobili e bonus per famiglie
L’estate torrida del governo Meloni – e parte del consenso nei confronti dei partiti di maggioranza – si gioca proprio sul prezzo alle stelle di benzina e diesel. Oggi alle 17:30 il Consiglio dei ministri si riunisce per intervenire sul caro carburanti, in particolare sul prezzo del gasolio e sul meccanismo dell’accisa mobile.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riportato il prezzo medio dei carburanti in data odierna: 1,982 euro al litro per la benzina e 2,185 al litro per il gasolio. Questo è il costo in modalità self service lungo tutta la rete stradale nazionale. Per quanto riguarda la rete autostradale, invece, il prezzo medio del fai-da-te è di 2,071 euro al litro per la benzina e 2,255 al litro per il gasolio. È atteso per oggi pomeriggio alle 17:30 l’intervento ponte contro il caro carburanti, allo studio del governo da giorni. Il decreto legge dovrebbe intervenire prima di tutto sul prezzo del gasolio e poi, alla luce dei dati sull’extragettito Iva di luglio, è previsto un secondo intervento sul meccanismo dell’accisa mobile.
Il leader del M5s Giuseppe Conte è intervenuto sulla questione in colloquio con il Messaggero: “Vogliamo un corposo bonus carburanti per le fasce più deboli entro una certa soglia di Isee. Per quanto riguarda il ceto medio, invece, chiediamo al governo di approvare subito la nostra proposta di indicizzazione degli scaglioni Irpef e delle detrazioni all’inflazione per evitare il deleterio effetto della fiscal drag sui salari”. Conte ha spiegato che “se l’ennesimo decreto dell’esecutivo riguarderà solo l’accisa mobile, per quanto sia meglio di niente, non può certo essere sufficiente”. Perché “basandosi sull’utilizzo dell’extragettito Iva al 22%, il meccanismo dell’accisa mobile mette a disposizione 2,2 centesimi ogni 10 di aumento dei carburanti. Troppo poco”. In più “è ritardato nel tempo infatti per verificare l’entità dell’extragettito Iva bisogna basarsi sulle medie di costo dei carburanti dei mesi precedenti. Invece qui l’esigenza è immediata”. Se poi la situazione tra Golfo Persico e Mar Rosso dovesse aggravarsi ulteriormente “bisognerebbe anche pensare a un sistema temporaneo di prezzi calmierati“. Per M5s l’errore più grande di Meloni sul caro carburanti è “non aver affrontato il tema delle rinnovabili”.
Per Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione: “Il governo ha fatto di tutto per calmierare il prezzo dei carburanti ed evitare che i costi ricadano sul potere d’acquisto delle famiglie”, ha dichiarato al Corriere della Sera. “Tutto quello che si può ancora fare lo faremo. Anche se va fatto con grande prudenza visto che la circostanza è complicata e non sappiamo cosa potrebbe accadere tra tre giorni nello stretto di Hormuz”. Per quanto riguarda le accise mobili, “esistono dal 2008 ma non sono mai state utilizzate. Il governo Meloni è stato il primo a intervenire per renderle utilizzabili”. Al momento però “è in atto una verifica per poterle usare, infatti per stabilire i ricavi dell’Iva derivanti dall’aumento del costo dei carburanti occorrono almeno due mesi. Gli aumenti e i ribassi del prezzo si susseguono velocemente e non permettono di agire subito”. Ma “ci stiamo lavorando” e allo stesso modo “ci stiamo adoperando per precedere misure speciali sul carburante attraverso le social card”.
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