Piemonte

il grido d’allarme dei residenti di Lingotto

TORINO –  Una vera e propria piazza di spaccio a cielo aperto, frequentata ogni giorno da residenti, giovani e turisti, ma lasciata – secondo chi ci vive – nell’abbandono più totale. È la fotografia vivida e amara del quartiere Lingotto, scattata da un residente in una lettera accorata inviata alla nostra redazione per denunciare l’insostenibile livello di degrado e insicurezza che affligge la zona.

“Pusher con la sedia da casa: impunità totale”

Il quadro descritto ha tratti a dir poco inquietanti e che – se possibile – peggiorano ulteriormente la situazione. In via Fenoglietti, sotto i portici e tra gli alberi, le attività illecite avverrebbero ormai senza alcuna remora.

“Siamo costretti ad assistere quotidianamente a scene di spaccio alla luce del sole”, si legge nella nota. Il livello di sfrontatezza avrebbe raggiunto limiti paradossali: “I pusher stazionano indisturbati e qualcuno si è persino portato una sedia da casa, piazzandola comodamente sul marciapiede in attesa dei ‘clienti’”.

Un’immagine d’impatto che restituisce il senso di rassegnazione ed esasperazione dei cittadini. Il Lingotto, quartiere emblematico della storia torinese, vivo e frequentato da molti turisti, rischia così di trasformarsi in un biglietto da visita indecoroso per la città. “In quanto cittadino – prosegue la lettera – provo una profonda vergogna nell’offrire questo spettacolo a chi visita la nostra zona”.

Le altre zone critiche: da via Vigliani a corso Traiano

Quella di via Fenoglietti non sarebbe purtroppo un’eccezione isolata, bensì la punta dell’iceberg di una criticità diffusa che la popolazione segnala da tempo senza ottenere risposte:

  • Via Vigliani e vie limitrofe: portici segnati da un degrado cronico e apparentemente inarrestabile.
  • Via Pio VII: un’area caratterizzata da bivacchi continui e tollerati.
  • Corso Traiano: insicurezza e spaccio concentrati nei pressi del supermercato Esselunga.

L’appello alle istituzioni: “Basta immobilismo, servono fatti”

I residenti si dicono stanchi del “silenzio assordante” e del continuo rimpallo di responsabilità. Per questo, la lettera si trasforma in un vero e proprio atto di accusa e in una richiesta di chiarimento pubblico rivolta direttamente al presidente della Circoscrizione e all’amministrazione comunale.

“Quali azioni concrete, operative e continuative intendete mettere in campo, e con quali tempistiche, per smantellare queste zone di spaccio e restituire il decoro al nostro quartiere? Non siamo cittadini di serie B e non possiamo più accontentarci di rimpalli di responsabilità o del totale disinteresse mostrato finora”.

La richiesta finale è chiara: non più semplici rassicurazioni a parole, ma una risposta ufficiale e l’impiego di presidi costanti e operativi delle forze dell’ordine sul territorio.

“Chiudere gli occhi davanti a queste emergenze significa esserne complici. Noi residenti paghiamo le tasse, viviamo il quartiere e meritiamo rispetto, non di essere lasciati in ostaggio della microcriminalità”.

Toccava dunque alle istituzioni competenti, chiamate a dare un segnale forte a una comunità che non intende più rimanere a guardare. Un segnale che non è arrivato.

Aggiornamento

“Situazione peggiorata, la burocrazia archivia e l’Amministrazione tace”

A distanza di poco tempo, il cittadino è tornato a rivolgersi alla nostra testata per denunciare un ulteriore peggioramento delle condizioni del quartiere, raccontando quanto accaduto durante una passeggiata pomeridiana nello stesso identico punto, in via Fenoglietti.

“Un gruppo di sette persone stazionava in modo permanente nell’area”, si legge nel nuovo messaggio. “Non solo continuavano a spacciare alla luce del sole come se nulla fosse, ma bivaccavano e addirittura urinavano tranquillamente in mezzo agli alberi, in uno spazio pubblico frequentato da residenti, famiglie e turisti”.

Oltre al degrado igienico e di sicurezza, ad aumentare il senso di solitudine dei residenti è la percepita inefficacia dei canali ufficiali. Le pratiche e le richieste d’intervento inviate sembrano infatti concludersi con un nulla di fatto: “Inviare richieste d’intervento alle forze dell’ordine (che rispetto e so che nel massimo delle loro possibilità fanno ogni cosa e spesso non è colpa loro, anzi le ringrazio) è diventato purtroppo uno spreco di tempo, perché le pratiche vengono chiuse quasi subito senza che nessuno si palesi sul posto per ripristinare la legalità.

L’appello accorato: “sindaco, questore e circoscrizione si assumano le proprie responsabilità”

Il resoconto del residente si chiude con un nuovo accorato appello rivolto ai vertici della città:

“È normale che in una città come Torino i cittadini debbano rassegnarsi a convivere con soggetti che usano i nostri marciapiedi come latrine e piazze di spaccio, sapendo di godere di una totale impunità? L’amministrazione continua a tacere.
​Rinnovo il mio invito a non ignorare questa realtà. Chi di dovere – dal presidente della Circoscrizione, al sindaco, fino al questore – deve essere messo di fronte alle proprie mancanze e costretto ad assumersi la responsabilità della nostra sicurezza”.

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