Viaggi e turismo

Carnet di primavera a Dublino nel Festival di San Patrizio

Ormai sta per finire il conto alla rovescia per il Festival di San Patrizio che comincerà il prossimo 14 marzo e avrà come tema di questa classica celebrazione di appartenenza, creatività e orgoglio irlandesi le Radici. Così la vibrante zona portuale dei Docklands, dalla quale salpavano le navi dei migranti verso le Americhe, coi suoi tanti magazzini di merci riconvertiti in uffici, nuove strutture ricettive e sedi di società digitali e soprattutto il successo riscosso dall’ EPIC Museo dell’immigrazione Irlandese non lontana da quella fucina trasversale di eventi che è il CHQ Dublin, non può che essere il luogo di partenza per tuffarsi nella contemporaneità della capitale irlandese. Camminare sulla silhouette sciantosa del Samuel Beckett Bridge, significa, infatti, percepirne tutte le vibrazioni. Dopo la parata di martedì 17 che vedrà la partecipazione di 12 grandi carri allegorici allestiti da altrettante compagnie indipendenti con oltre 3.000 figuranti, si potrà dunque andare a riscoprire la quotidiana ospitalità e gentilezza di Dublino. Ecco dove e come.

Da Kehoes a Chapter One per la scena alcolica e gastronomica

Si sono tutti tolti le giacche e arrotolati le maniche della camicia, indifferenti alle condizioni atmosferiche della giornata. Ma non bisogna pensare che soltanto i maschi raggiungano Kehoes per una pinta di Guinness al termine della giornata di lavoro. In questo Heritage Bar dallo stile vittoriano, infatti, anche le donne partecipano al rito del tramonto, come avviene dal 1803 quando fu concessa la prima licenza. Più giovane, anche se non di molto è il mercato coperto dagli esterni vittoriani di George Street, quell’Arcade dove si possono acquistare composizioni fresche e colorate nelle fiorire dai mobili e specchi vintage, guanti in pelle e maglioni di pura lana di pecora irlandese, scovare abiti vintage negli atelier indipendenti, e tanti oggetti da collezione. Tra le colonne in ferro della galleria centrale, aperta come il resto del mercato dal 1881, si possono compiere anche svariate esperienze gastronomiche. Se invece si ha voglia di un pranzo di pesce, King Sitric Seafood Bar all’Howth Harbour è il ristorante più rinomato per le aragoste e altre prelibatezze ittiche pescate nell’Oceano Atlantico. Invece da Embassy Grill vi sa per mangiare il tradizionale merluzzo fritto servito con le immancabili patatine. Per la cucina stellata, la scelta migliore è Chapter One nell’elegante contesto creato da Michael Viljanen che ha ricevuto le due stelle Michelin puntando anche sulle opere d’arte presenti sulle pareti e tra i tavoli.

Il rito delle partite di cricket sul prato del Trinity College

Al Trinity College tra cricket, refettorio, Old Library come Bram Stoker

Un’altra scena, questa volta sportiva, assolutamente da vivere nelle giornate di sole, seduti sul prato verde ai bordi del campo di gioco imitando gli studenti, è quella di assistere alle partite di cricket che vengono disputate regolarmente nel cortile del Trinity College. Prima, però, per comprendere quanto antica e prestigiosa sia la storia culturale e sociale di questa istituzione scolastica cittadina e nazionale, si dovrebbe sempre prendere parte al Trinity College Trail guidato appunto dagli studenti che conducano sulle orme, attraverso camminamenti acciottolati, niente meno che di Oscar Wilde, Bram Stoker e Samuel Beckett, perfino all’interno della Sala da pranzo e nell’edificio del museo. Tappa imprescindibile è l’antica Biblioteca. Essa, infatti, custodisce oltre duecentomila volumi nella sua Long Room dagli scaffali in legno di rovere e in particolare il celeberrimo Book of Kells, un manoscritto miniato contenente i quattro vangeli del Nuovo Testamento in latino impreziosito nelle sue 680 pagine dalle illustrazioni di animali selvaggi e addomesticati, creature mitologiche, simbolismi celtici (si può prenotare anche una visione privata ravvicinata). Per vedere il Rose Garden in tutto il suo splendore, invece, bisognerà attendere ancora un paio di mesi.

Drury Street pullula di atelier vintage e design shop

Lo shopping anche vintage a Drury, Grafton ed Henry Street

Drury Street è la strada dove dedicarsi allo shopping. Dopo aver bevuto una tazza di caffè o di matcha latte da Kaph accompagnata dai pasticcini al cioccolato alla Cocoa Atelier, si è pronti per sbizzarrirsi negli acquisti, magari di capi di abbigliamento che hanno avuto precedenti vite, esposti alla vetrina di Om Diva che propone anche le creazioni dei giovani designer irlandesi, mentre da Industry & Co Home si incontrano elementi di arredo assai di tendenza per la casa, così come Irish Design Shop mostra tutta la materica creatività locale. Non lontano si trova Grafton Street dove nelle sale di Brown Thomas la proposta di oggettistica casalinga è ricchissima, a pochi passi dallo storico Bewley’s Cafe in cui prendere il tea con gli scone osservando l’abbraccio tra la luce e le vetrate disegnate dall’artista Harry Clarke, nonché le tante sculture presenti. Superato il grazioso Ha’Penny Bridge ovvero il ponte pedonale più antico posto nel 1816 sul fiume Liffey (fino al 1919 si pagava mezzo penny per attraversarlo, un pedaggio dal quale deriva il suo nome) si raggiunge Henry Street per scoprire Arnotts eldorado degli acquisti di ogni genere al quale fanno compagnia l’Ilac Shopping Centre, e il Jervis Shopping Centre. Invece Penneys è popolare per dettare da generazioni l’eleganza dei dublinesi. E dopo tanta fatica, ci si concederà una cena da Winding Stair per godere anche della vista sul fiume tanto amato dagli indimenticabili U2: può accadere che Bono Vox sia il vostro vicino di tavolo!

All’Interno del mercato di George Street Arcade

Incredibili giardini botanici a Glasnevin e Kilmacurragh

Ai Giardini Botanici Nazionali di Glasnevin si viene travolti dalla passione dei dublinesi per i propri alberi. Qui, infatti, anche se chi è a soli tre chilometri dal centro storico, sembra di trovarsi in un’oasi naturalistica grazie alla presenza di ben quindicimila specie provenienti da tutti e cinque i continenti. Iconiche sono senz’altro la serra Turner Curvilinear Range e la Great Palm House, esempi di architettura conservativa nei quali si passeggia estasiasti tra orchidee tropicali (tanti artisti poggiano i cavalletti per dipingerle, in particolare Susan Sex, le cui stampe sono in vendita anche nel book shop), bonsai, bambù, cactus, succulente. La costruzione in vetro riservata alle palme, in particolare, venne costruita nel 1883 in quel di Glasgow e poi trasportata a Glasnevin. Anche l’Alpine House attira gli appassionati di piante tipicamente montane e alpine, ma sarà opportuno prendere parte ai tour guidati dai giardinieri per non perdere alcuno dei totem botanici quali ad esempio la Quercia di Turner o l’ Evodia Tetradium daniellii originaria della Corea. Alla Garden Tea Room dà grande piacevolezza pranzare circondarti dalle fronde, per poi eventualmente continuare il garden tour ai Giardini Botanici Nazionali di Kilmacurragh che si trovano all’interno di una tenuta trasformata in parco nel corso del XIX secolo da Thomas Acton con David Moore e suo figlio Sir Frederick, la cui ottocentesca esuberanza botanica venne espressa soprattutto nella piantumazione di conifere e rododendri.


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