Liguria

Media Valbisagno, opposizione all’attacco sui rifiuti. Ed è polemica sulle mozioni “contingentate”


Genova. Si accende il dibattito politico nel Municipio IV Media Val Bisagno, dove i temi del decoro urbano si intrecciano con un duro scontro procedurale sul funzionamento del Consiglio municipale. Al centro della disputa, una nuova mozione dell’opposizione sulla gestione dei rifiuti e la decisione della maggioranza di porre un limite agli atti presentabili in aula.

I consiglieri Jessica Cammarata (Noi Moderati – Orgoglio Genova) e Maurizio Uremassi (Vince Genova) hanno depositato una mozione focalizzata sulla vivibilità e il contrasto all’abbandono illecito di rifiuti.

Nello specifico, il documento ha proposto l’installazione di telecamere ad alta risoluzione, sia fisse che mobili, in prossimità dei cassonetti più critici per identificare chi abbandona ingombranti e scarti domestici. La strategia proposta prevede inoltre una mappatura sistematica delle zone di degrado per individuare i “punti neri” del territorio municipale e un contestuale potenziamento dell’attività sanzionatoria, supportata da una campagna informativa volta a sensibilizzare i cittadini sul corretto smaltimento dei rifiuti. “Il decoro non è un optional” concludono i due consiglieri, sottolineando come in un momento di sofferenza per la viabilità sia inaccettabile che i residenti debbano subire anche il degrado ambientale. La richiesta è che l’Amministrazione “utilizzi le moderne tecnologie non per limitare la circolazione, ma per colpire chi deturpa il patrimonio pubblico“.

Lo scontro sulle mozioni “contingentate”

Parallelamente al tema dei rifiuti, in queste ore è esplosa la polemica sulla gestione dei lavori consiliari. L’opposizione, attraverso le parole del consigliere Vincenzo Apicella, attacca la maggioranza sul fatto che sia stato posto un “tetto massimo” agli atti presentabili da ogni gruppo.

Secondo Apicella, si tratterebbe di un vero e proprio “bavaglio” che impedisce di portare in aula le urgenze dei cittadini, nonostante le ripetute richieste di convocare consigli supplementari per smaltire il lavoro arretrato.

La replica della maggioranza: “Più efficienza, meno propaganda”

Non si è fatta attendere la risposta unitaria dei capigruppo di maggioranza, che tornano sulla vicenda parlando di “ricostruzioni strumentali”. La scelta di introdurre un limite provvisorio al numero di mozioni non nascerebbe dalla “volontà di limitare la democrazia”, ma dall’esigenza concreta di rendere il lavoro del Consiglio “più efficace e realmente utile ai cittadini”.

Secondo la maggioranza, infatti, il Consiglio sarebbe stato spesso rallentato da un numero eccessivo di atti che avrebbero potuto trovare riscontro attraverso altri strumenti istituzionali, come le interrogazioni scritte o semplici interlocuzioni con gli uffici, senza occupare ore di seduta consiliare. I firmatari della nota concludono ribadendo che ogni mozione richiede tempi tecnici che incidono sensibilmente sul funzionamento dell’aula e che appare “poco responsabile richiedere consigli supplementari“, con relativi costi per le casse municipali, “quando sarebbe invece prioritario garantire uno svolgimento ordinato delle sedute ordinarie”.




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