Marche

Cardiochirurgia pediatrica, il rebus primario al Salesi. Il dg Gozzini: «Concorso? Temiamo vada deserto»


ANCONA Dopo l’annunciato addio del dottor Filippelli, che lascerà il Salesi nei prossimi giorni per tornare al Bambin Gesù di Roma, in via Corridoni si riapre già la partita del primario di Cardiochirurgia pediatrica. “Già” perché Filipelli era arrivato dalla Capitale a metà 2024, dopo un lungo iter, anche se poi la sua permanenza si è rivelata alquanto breve.

 

 

L’incertezza

E il futuro è tutt’altro che scritto. «Vedremo di mettere a posto questo reparto» assicura il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche Armando Gozzini. Anticipa: «In questo momento indicheremo un facente funzioni». L’avviso si è già chiuso e si sono candidati 4 medici del Salesi, tra i quali dovrà ricadere la scelta. Ma perché non si farà un nuovo bando per il primario? «Tutti i concorsi vanno preparati, ci sono dei tempi. L’unico dubbio che abbiamo è che vada deserto. Vi ricordate tutte la fatica che abbiamo fatto l’ultima volta?» dice Gozzini. Per trovare Filippelli, s’intende. E sì, perché la cardiochirurgia pediatrica è una branca molto specialistica, i centri in cui si pratica sono pochi in Italia e i primari ancora meno. «Ma non escludiamo di ripetere il concorso» prosegue il dg.

Il nodo                          

L’alternativa sarebbe un reparto affidato al facente funzioni o senza primario. «La struttura non chiuderebbe mai lo stesso :ci sarebbero soluzioni per garantire visite e interventi comunque. Ma il primario nelle strutture è un faro sul metodo clinico e organizzativo, sempre meglio averlo». Per quanto riguarda la neonatologia, invece, «dal Primo gennaio è in servizio la nuova direttrice, la dottoressa Burattini» aggiunge Gozzini. Dei rilievi dell’Anac sul cantiere del nuovo Salesi non vuole parlarne ma entra a gamba tesa sulla manutenzione dell’attuale plesso di via Corridoni, praticamente centenario e con più di qualche acciacco.

Le condizioni

Sul Corriere, qualche giorno fa, i sanitari avevano lanciato l’appello a finire i lavori a Torrette il prima possibile per permettere il trasferimento. Sui lavori nella vecchia struttura, però, il dg sostiene: «Dobbiamo ragionare con senno, questo sarà un ospedale in dismissione e bisogna pensare alle risorse». Tradotto: va bene le piccole manutenzioni, ma pensare a una ristrutturazione completa se poi bisognerà lasciarlo non ha senso. Non che non ci si stia investendo. «Entro fine anno» dovrebbero arrivare le nuove sale travaglio modulari, che poi potranno essere smontate e trasferite in via Conca, nel nuovo Salesi. Intanto, però, la direzione di Torrette sta anche pensando al futuro del plesso di via Corridoni. Il rischio è che faccia la stessa fine del cardiologico Lancisi, abbandonato e invenduto da oltre 20 anni. Per evitarlo, verrà commissionato a breve uno stuio propedeutico all’iter di approvazione della variante urbanistica necessaria a renderlo più appetibile sul mercato.




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