Capriati-Strisciuglio, ecco come è ripartita la guerra tra clan a Bari
C’è un episodio che fa da trait d’union tra altri, legandoli fra loro e che oggi, mentre si cerca di fermare la scia di sangue, riporta indietro nel tempo, alla ricerca del bandolo della matassa, che in oltre 40 anni ha causato tanti morti. Quella che ha i contorni di una vera e propria guerra, spogliata di ogni regola sociale o mafiosa che si rispetti, tra il clan Strisciuglio e i Capriati, nasce a Bari vecchia negli anni Ottanta, per poi dilagare in altri quartieri della città, allargarsi a nord e sud del capoluogo, spingendosi anche oltre provincia. Tutto, da sempre e per sempre, nel nome degli affari illeciti, lo spaccio di droga in particolare, e della vendetta. “La guerra più importante è con il clan Capriati – spiega agli inquirenti un ex affiliato degli Strisciuglio, poi pentitosi – è adesso e lo sarà sempre”.
L’omicidio del 43enne Filippo Scavo, ucciso all’alba del 19 aprile scorso al Divine Club di Bisceglie da un colpo di pistola al collo, ha riaperto il conflitto, dopo anni di silenzio. Due anni, per la precisione, da quando cioè Lello Capriati viene ucciso nel giorno di Pasquetta, il 1 aprile, a Torre a Mare. Il fratello dello storico boss del borgo antico, Tonino Capriati, viene sparato da una moto in corsa: 4 colpi di pistola, 3 alla testa. Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Bari, poi diventate oggetto di una informativa depositata in Procura antimafia, vanno a ritroso e ricostruiscono le fibrillazioni, il vorticoso giro di armi portate nelle cintole dei pantaloni dai giovanissimi dei due clan in locali pubblici e discoteche pugliesi.
Tra gli altri, l’allora 18enne Christian Capriati, il più piccolo dei due figli di Lello. Che all’una e mezza del 29 marzo 2024, litiga con Scavo e nel pub Demetra di Bari, chiuso definitivamente una settimana dopo. Le immagini interne vedono uscire Christian, seguito da Scavo. Che rientra da solo, mentre un amico impugna una pistola. Il gruppetto poi si sposta a Carbonara, dove nelle scorse settimane si sono registrate nuove fibrillazioni. Sono le 6 quando i due gruppi si scontrano ancora: da una parte Christian e suo fratello Bino, qualche anno in più, dall’altra Scavo e altri due minorenni, che rimangono feriti, uno alla gamba, l’altro ad un braccio. Saranno medicati al vicino ospedale Di Venere.
Tra le due fazioni c’è un tentativo di riappacificazione, scendono in campo i più grandi che provano a ricomporre il conflitto, o così credono. Due giorni dopo, ed è ormai cronaca, Lello Capriati viene ucciso nel quartiere Torre a Mare.



