Puglia

Capitale europea del piccolo commercio, Bari ci prova contro la crisi: in 7 anni chiusi mille negozi

Manca sempre meno alla candidatura ufficiale di Bari a Capitale europea del piccolo commercio 2027. Il 9 ottobre il Comune del capoluogo pugliese dovrà presentare il dossier di candidatura, realizzato in forma aperta e partecipata in questi mesi, e promosso da associazioni di categoria. Per la città di tratterebbe di un riconoscimento europeo, vinto quest’anno da Barcellona, che punta a rilanciare il commercio di prossimità attraverso nuove politiche di sviluppo e rigenerazione urbana, coesione sociale e qualità della vita nei quartieri. La casa della candidatura sarà inaugurata il 21 settembre alla Fiera del Levante, nel corso della Campionaria.

Si tratta di una nuova sfida per Bari, che nasce dalle esperienze di misure come “Un negozio non è solo un negozio”, pensate per sostenere l’innovazione e la trasformazione delle attività commerciali, e “Impresa Prossima”, dedicata alla nascita di nuove imprese di quartiere. Eppure dietro questa candidatura aleggia il fantasma di un settore in crisi, con la chiusura di centinaia di negozi. Stando ai dati di Confesercenti Puglia, la provincia barese è passata da 17.346 attività commerciali nel 2019 a 14.616 nel 2025. Solo a Bari nello stesso periodo sono scomparse 949 attività. La corsa a Capitale europea del commercio di prossimità può essere un segnale di rinascita? Ne abbiamo parlato con Pietro Petruzzelli, assessore comunale allo Sviluppo Locale e alla Blue Economy.




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