Bersani alla Festa dell’Unità: “In Europa brutte novità, con i 5Stelle l’intesa va fatta”

Un giro tra gli stand per salutare i militanti, una cena con i vertici piemontesi e torinesi del Pd Domenico Rossi e Marcello Mazzù, poi, prima di salire sul palco dove lo attende il pubblico delle grandi occasioni, Pierluigi Bersani parla di campo largo e dell’alleanza con i 5 Stelle anche a Torino lanciando un appello.
«Di ricette facili non ne ho – dice Bersani – Però anche qui bisogna, con tutta la forza che abbiamo, cercare di far passare in secondo ordine i problemi vecchi e nuovi. Guardare al passato vuol dire pettinar le bambole davanti a quello che sta succedendo in Italia e in Europa».
Quindi, per l’ex segretario dei Dem, «ci vuole generosità, la forza di dire: ok, abbiamo avuto problemi anche seri ma davanti a queste novità li mettiamo da parte». Una battuta su Calenda che non si è schierato con il centrosinistra anche se a Torino c’è un avvicinamento: «Fai ciò che credi. Ma sei un liberale, pensaci bene».
Quanto al programma, “non deve essere un programmone fatto di un libro: in prima pagina vanno messi dieci punti che vanno dritti al cuore” della gente. “Il giorno dopo, se tutti assieme si fa così, si sdrammatizza tutto. Puoi fare le primarie, le secondarie, le terziarie”.
Per Bersani la vittoria di Afd in Sassonia-Anhalt “è qualcosa di più, purtroppo, di un messaggio. Ma davanti a questa novità enorme da parte della Germania, io credo che non possiamo stare sullo spavento, bisogna anche dare uno sguardo finalmente alla forza enorme delle culture democratiche e liberali che ci sono. Bisogna risvegliarle”.
Anche perché, osserva l’ex segretario, “nella regione più nera d’Europa, comunque, il 56% della gente non era d’accordo. Ecco, vorrei che partissimo da lì e che questa grande area di sensibilità e di valori si prendesse la responsabilità e capisse che è ora di parlare direttamente ai bisogni reali della vita reale della gente. Lasciamo stare tutte le analisi, andiamo diritti sui problemi che la gente normale vive. Non teniamo in prima pagina Cernobbio e Vannacci, per favore”.
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