Cani e gatti: le regole Ue per garantire benessere e tracciabilità degli animali
Fornire un ambiente che consenta la manifestazione di comportamenti sociali specifici della specie, acqua e mangimi di qualità e in quantità tali da garantire adeguata nutrizione e idratazione. Evitare le mutilazioni, tra cui il taglio delle orecchie o della coda, a meno che non ci sia un’indicazione medica a giustificarlo. E ancora, dotare ogni animale da compagnia di microchip leggibile che ne consenta l’identificazione. Sono alcune delle prescrizioni del Regolamento Ue 2026/1818, relativo al benessere di cani e gatti e alla loro tracciabilità, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione il 10 agosto 2026.
Le regole in caso di affido
Gli operatori degli allevamenti, spiega l’articolo 7, non possono collocare in una casa affidataria un totale complessivo superiore a cinque cani o gatti oppure una cucciolata con o senza madre. Necessario anche, per l’operatore, fornire alla famiglia affidataria informazioni adeguate sugli obblighi relativi al benessere animale oltre a indicazioni sulle esigenze individuali dei cani o dei gatti. I singoli Stati membri possono consentire che un numero superiore di cani, gatti o cucciolate sia collocato nella casa affidataria. Sempre a patto che i locali siano sufficientemente ampi e che il numero di addetti alla cura degli animali sia sufficiente a garantirne il benessere. Ad ogni acquirente dovranno essere comunicate informazioni sulla proprietà responsabile e sulle esigenze specifiche dell’animale, oltre all’anamnesi, che comprende almeno lo stato vaccinale ed eventuali patologie o predisposizioni a malattie di cui l’operatore sia a conoscenza.
In caso di cessazione dell’attività di uno stabilimento, inoltre, è compito degli operatori trovare una casa agli amici a quattro zampe, diventandone proprietari in prima persona o trasferendone la responsabilità ad altri operatori o acquirenti.
Le regole per la riproduzione
Compito degli operatori degli allevamenti anche adoperarsi affinché le strategie di riproduzione riducano al minimo il rischio di produrre cani o gatti con caratteristiche genetiche legate a effetti nocivi sulla salute. Per la riproduzione, inoltre, non possono essere usati cani o gatti con tratti che comportino un rischio elevato di effetti nocivi sul benessere degli stessi animali o della loro eventuale prole. Prima di selezionare un animale che potrebbe essere soggetto a questo rischio sarà necessario consultare un veterinario che dovrà valutare la situazione in modo indipendente.
Chi intenda produrre o produca più di cinque cucciolate per anno civile, come anche chi detenga più di cinque cagne o gatte fattrici, può immettere sul mercato cani o gatti solo una volta che lo stabilimento abbia ottenuto il riconoscimento da parte delle autorità competenti. Sarà compito delle autorità stesse ispezionare le strutture per verificare il rispetto delle prescrizioni del Regolamento Ue. I singoli Stati potranno anche consentire che le ispezioni avvengano a distanza, a patto che i mezzi di comunicazione utilizzati consentano di fornire prove sufficienti per la valutazione.
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