Società

Quel debito scolastico saldato con le mani nella terra: la riparazione che ha fatto nascere un giardiniere d’arte. La storia di Mattia

Nel curriculum di Mattia Oddenino, 22 anni, oggi tra i 111 nuovi giardinieri d’arte del Piemonte, c’è un capitolo che suona come un caso quasi perfetto di “giustizia riparativa” ante litteram.

Prima della passione per i giardini storici di Villa della Regina e Palazzo Reale, c’è stato un “rimandato” a scuola e una punizione paterna che aveva il sapore di una condanna: un’estate passata a lavorare nei campi come aiutante giardiniere.

La punizione, però, non ha prodotto l’effetto deterrente sperato. Quello che doveva essere un castigo severo per insegnargli il valore dello studio si è trasformato in una rivelazione. “Mi è piaciuto talmente tanto,” racconta oggi Mattia al Corriere della Sera, “che ho chiesto di cambiare scuola e sono andato a studiare all’Agrario di Osasco.”

La sanzione non lo ha allontanato dal percorso di studi, ma lo ha reindirizzato verso una vocazione. Non una bocciatura, ma una riparazione che ha ricucito il rapporto con il proprio futuro e con il mestiere del padre.

La “riparazione” secondo Valditara

La storia si incastra perfettamente con il disegno di riforma portato avanti dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

La filosofia che sta alla base dei nuovi provvedimenti sulla condotta è proprio quella della giustizia riparativa: non più una punizione che isola ed emargina, ma un’occasione per riflettere e riparare il danno, trasformando l’errore in apprendimento.

Le novità introdotte sono significative e ridisegnano il senso delle sanzioni scolastiche :

  • Il 5 in condotta: comporta la bocciatura, ma è previsto per i casi più gravi, come atti di bullismo, con l’obiettivo di tutelare la comunità scolastica.
  • Il 6 in condotta: non è più considerato sufficiente. Chi lo riceve viene “rimandato” e deve superare un esame di riparazione che consiste nella presentazione di un elaborato critico sui temi valoriali legati al comportamento tenuto. Lo studente deve dimostrare di aver compreso la negatività delle sue azioni alla luce dei principi costituzionali.
  • Attività di cittadinanza solidale: per chi viene sospeso, non si tratta più di un semplice allontanamento dalle lezioni. La sospensione si trasforma in un obbligo di svolgere attività socialmente utili o percorsi di riflessione, come nel caso emblematico di due studenti a Sassari che, dopo atti di bullismo, sono stati “riammessi” per assistere compagni con disabilità.

Un’estate di lavoro, un esempio di riparazione

La storia di Mattia, dunque, è la dimostrazione pratica di come una sanzione ben calibrata possa avere un esito ben diverso da una sterile punizione. Il padre, con la sua decisione di portarlo a lavorare, non lo ha punito per umiliarlo, ma per fargli toccare con mano un’altra realtà, per insegnargli che ogni azione ha una conseguenza.

Oggi, Mattia si alza la mattina e va a lavorare con il sorriso, consapevole che la sua “punizione” è stata in realtà la sua più grande fortuna. È esattamente il risultato che la riforma portata avanti dal Ministro vorrebbe ottenere a scuola: sanzioni che non siano solo un “tirocinio per la recidiva”, ma che siano percepite come un’occasione di crescita personale e di riammissione nella comunità.

Il lavoro nei campi, per Mattia, è stato il suo “compito di cittadinanza”, un’esperienza che lo ha ripagato “al cento per cento” e che ha costruito il suo futuro.


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