Caldo, il 2026 in Liguria verso il record storico: l’ondata “anomala” dura dall’inizio dell’estate
Genova. In Europa occidentale il periodo giugno-luglio trascorso è stato il più caldo mai osservato in base ai dati di Copernicus, il programma di osservazione e monitoraggio della Terra della Commissione europea in partnership con l’Agenzia spaziale europea. E gli ultimi dati sulla Liguria raccolti da Arpal confermano lo stesso scenario: per ora il 2026, considerando il periodo dal 1° gennaio al 9 agosto, risulta l’anno più caldo in assoluto (almeno) dal 1991.
Il dato emerge dal confronto della temperatura media annuale in Liguria negli ultimi 25 anni, cioè la media delle temperature medie giornaliere registrate da tutte le stazioni Arpal. Se l’anno finisse oggi, si dovrebbe registrare una media di oltre 15 gradi, valore mai raggiunto nella serie storica. Il 2003, ancora da molti ricordato come un anno infernale, in questo stesso punto del calendario segnava 14,3 gradi.

Grafico elaborato da Arpal
“Il dato contiene anche le temperature invernali ma è certamente influenzato dalla fase calda di giugno, luglio e agosto – spiega Antonio Iengo, meteorologo di Arpal -. Non possiamo ancora dire che il 2026 è uno degli anni più caldi in assoluto perché mancano ancora diversi mesi, ma per adesso si tratta dell’estate più calda”.
Con queste informazioni non possiamo spingerci ad affermare che si tratti di un record storico assoluto, visto che servirebbe il confronto con tutti gli anni precedenti. Ma la tendenza è ormai chiara: “Di certo l’estate in Liguria è sempre più estrema – continua Iengo -. Il trend va verso il rialzo, anche se non è detto che l’anno prossimo sarà esattamente come questo: magari avremo ondate più brevi ma più intense”.
Una grande ondata di calore senza fine
Il grafico relativo all’andamento del 2026 mostra cosa è successo finora in termini di anomalie. In inverno ci sono stati alcuni giorni molto più freddi rispetto alla media climatica (che prende in considerazione il periodo 2003-2022), ma le fasi “troppo calde” sono state ben più numerose e ben più lunghe. Ancora più evidente ciò che si è verificato già dalla tarda primavera (che infatti ha conquistato un primato): una prima ondata con una massima assoluta nella seconda metà di maggio, poi una tregua a giugno e una serie lunghissima di valori oltre la media da metà giugno in avanti, con un secondo record giornaliero e una brevissima interruzione negli ultimi giorni di luglio.

Grafico elaborato da Arpal
Si può dire in pratica che quest’estate è stata finora un’unica grande ondata di calore? “È così, anche se la Liguria è una delle regioni più fortunate – osserva l’esperto di Arpal -. Tranne qualche brevissima pausa, questa fase persiste dall’inizio della stagione. Anche se non abbiamo registrato temperature estreme, in questo 2026 l’intensità e la persistenza del calore si sono combinate provocando un elevato disagio bioclimatico per le persone”. Ad aggravare la situazione, com’è noto, anche gli elevati tassi d’umidità che fanno impennare le temperature percepite.
Finora, in effetti, non si può parlare di temperature record. I 33,9 gradi del 27 giugno restano per ora il valore più alto rilevato dalla stazione dell’Università di Genova, punto di riferimento per il capoluogo. A livello regionale spiccano i 38,7 gradi del 3 agosto a Sesta Godano, nello Spezzino, seguiti a ruota dai 38,2 di Padivarma (sempre provincia della Spezia) il 9 agosto. Numeri comunque alti, anche se in passato sono stati sfondati più volte i 40 gradi.
Un vero record è invece la temperatura raggiunta dal Mar Ligure, che nei giorni scorsi è arrivato a 31 gradi, mai così caldo da quando si raccolgono i dati. Non si tratta di un fenomeno locale: Copernicus segnala che il mese di luglio 2026 è stato il più caldo per gli oceani extrapolari. In Europa, i valori record sono stati rilevati lungo l’Atlantico e nel Mediterraneo occidentale e sono stati associati a ondate di calore marine diffuse, di intensità forte o grave, che hanno colpito le comunità e gli ecosistemi costieri.
Gli altri dati di Copernicus per l’Europa occidentale
Il luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo globalmente nel set di dati ERA5 – che copre un’ampia gamma di variabili atmosferiche, terrestri e oceaniche a partire dal 1940 ad oggi – a pari livello con il luglio 2024 e secondo solo al record stabilito nel luglio 2023. Il luglio 2026 è stato solo leggermente più freddo del luglio 2024, per soli 0,01 gradi. Data questa minima differenza, i due mesi sono considerati a pari livello i secondi mesi di luglio più caldi mai registrati. La temperatura media dell’aria superficiale per il mese è stata di 16,90 gradi, ovvero 0,67 gradi al di sopra della media del periodo 1991-2020 per il mese di luglio e 1,47 gradi al di sopra della media stimata per il periodo preindustriale 1850-1900 (a un soffio dal limite di +1,5 gradi dell’Accordo di Parigi).
La temperatura superficiale media del mare per l’oceano extrapolare (60 gradi sud-60 gradi nord, quasi tutto l’Oceano Pacifico, poi l’Atlantico, l’Indiano e il Mare Mediterraneo, escludendo l’Oceano Artico) nel luglio 2026 è stata la più alta mai registrata per il mese, pari a 20,96 gradi, avendo superato il precedente record di luglio di 20,89 gradi, stabilito nel 2023. “Luglio 2026 è stato il terzo mese consecutivo di caldo eccezionale nell’Europa occidentale, avendo portato la temperatura combinata di giugno e luglio a un nuovo record per la regione- spiega Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’Ecmef -. I sistemi persistenti di alta pressione hanno intrappolato il calore sull’Europa occidentale, e le temperature estreme hanno inoltre intensificato la siccità diffusa. Man mano che i suoli si inaridiscono, perdono la capacità di fornire un raffreddamento naturale, consentendo al calore di accumularsi più facilmente. Questo è un chiaro esempio di come i cambiamenti climatici stiano intensificando gli eventi di calore estremo, con il caldo e la siccità che si rafforzano sempre più a vicenda“.
Nel luglio 2026 le condizioni di caldo e siccità prolungate nell’Europa occidentale hanno portato alla diffusione e all’intensificazione di incendi estremi, ricorda Copernicus. Un esempio in queste ore si trova a pochi chilometri dai confini della Liguria. In gran parte dell’Europa occidentale si è assistito al persistere e all’intensificarsi della siccità diffusa osservata a maggio e giugno, con precipitazioni e/o umidità del suolo eccezionalmente basse segnalate in Francia, Spagna, alcune zone della Germania e nel Regno Unito. In tutte le regioni colpite dalla siccità, le portate fluviali sono state molto inferiori alla media o eccezionalmente basse, con la Senna, il Reno e il Danubio particolarmente colpiti, con ripercussioni sull’approvvigionamento idrico, l’irrigazione e la produzione energetica in diversi paesi.
Possibile tregua dopo Ferragosto
L’ondata di calore proseguirà anche in Liguria almeno fino a Ferragosto ed è previsto addirittura un aumento ulteriore della pressione. Poi potrebbe arrivare la tanto sospirata tregua di fine estate, come anticipato pochi giorni fa: “I modelli principali sono ancora molto incerti e restituiscono scenari differenti, però la tendenza sembra andare verso una diminuzione delle temperature grazie al cambio della massa d’aria – spiega Iengo -. Non parliamo di valori sotto le medie, ma consoni con le normali temperature estive”. Questa nuova fase “potrebbe essere accompagnata da temporali e fenomeni estremi”, ma è ancora presto per dirlo con certezza.




