Campo progressista, Conte: “Primarie dopo condivisione del progetto” | Il Fatto Quotidiano
“Se perdo le primarie del campo progressista? Io non mi suiciderò e neanche Elly Schlein. Certo che le primarie possono essere divisive, starà a noi costruire un percorso, con i nostri rispettivi elettorati, per non renderle divisive”. A rivendicarlo è stato Giuseppe Conte, nel corso della presentazione del suo libro Una nuova primavera, alla quale hanno partecipato anche i leader di Pd e Avs, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Così come l’assessore ai grandi eventi e allo Sport di Roma, Alessandro Onorato, uno dei (tanti) possibili protagonisti della quarta gamba, l’area riformista e moderata. Non era presente invece Matteo Renzi. Al contrario, in platea c’erano tanti ex ministri dei governi Conte, dai pentastellati Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, passando per i dem Paola De Micheli, Dario Franceschini, Lorenzo Guerini.
“Alle primarie ci si deve arrivare dopo la condivisione del progetto. E si candiderà alle primarie chi condivide il progetto”, ha rivendicato Conte. “Così non ci saranno personalismi divisivi. È sarà un percorso chiaro, trasparente e fatto in modo inclusivo che ci consentirà di definire un progetto che rimarrà unitario a prescindere da chi prevale nelle primarie”, ha continuato l’ex premier.
Parole che sono arrivate nel giorno in cui un sondaggio di Youtrend ha mostrato numeri al momento poco favorevoli al presidente M5s. Secondo questi primi sondaggi, le primarie le vincerebbe Schlein con il 41%, davanti a Conte col 26% e alla sindaca di Genova Silvia Salis col 25%. Sulle regole Conte ha rivendicato: “Le primarie chiuse sono una contraddizione in termini“. Tradotto, serve una partecipazione ampia, al di là delle tessere. “Cercheremo di lavorare tutti per un progetto che non può che essere unitario e deve trascendere l’interesse legittimo della propria forza”, ha concluso Conte.
Nel corso della presentazione del suo libro, Conte ha inoltre replicato all’ex capo politico del M5s Luigi Di Maio, con il quale si consumò la scissione interna al Movimento. Se negli scorsi giorni lo stesso Di Maio aveva attaccato l’ex premier per le anticipazioni del suo libro, Conte ha replicato sarcastico : “Non vorrei distrarre Di Maio visto che in Medio Oriente la situazione è incandescente…”. E poi: “Sicuramente mi ha deluso il fatto che, mentre io che ero un esterno ho condiviso principi e valori del Movimento 5 stelle, un pezzo di quella comunità sia rimasto folgorato sulla via di Damasco e se ne sia andato tradendo tutte quelle battaglie per cui io mi sono impegnato in politica. Ci sono rimasto male di questo”.
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