Calabria

Calabria, leggi regionali come scatole vuote: vanificato il “lavoro” del Consiglio

Leggi approvate dal Consiglio regionale e che spesso restano nei cassetti senza nessuna concreta applicazione. In Calabria, il fenomeno delle cosiddette “norme guscio” o “scatole vuote” riguarda numerosi provvedimenti che, pur essendo stati approvati a Palazzo Campanella, restano inoperativi per la mancata emanazione dei regolamenti attuativi o per la non costituzione degli organismi (Commissioni, Comitati, Osservatori) previsti dai testi stessi.
Ecco alcuni settori e leggi specifiche che hanno riscontrato criticità nell’attuazione o nel completamento dell’iter burocratico. Diverse disposizioni volte a sostenere l’economia dei borghi e delle aree archeologiche sono rimaste ferme per la mancanza dei necessari adempimenti amministrativi.

Riordino e governance

La legge 17/2021 mirava a una profonda ristrutturazione degli enti sub-regionali, ma ha incontrato ostacoli sia di natura applicativa che giuridica (impugnazioni), rallentando l’effettiva operatività dei nuovi assetti. Stesso discorso per l’Organismo regionale per i controlli di legalità: previsto dalla legge 42/2022, il regolamento per la sua organizzazione e funzionamento è stato approvato solo a distanza di tempo (marzo 2024), lasciando la struttura inattiva nel periodo precedente.  Quanto al settore estrattivo, la norma sulle cave subordina il rilascio di nuove autorizzazioni all’entrata in vigore del Piano regionale delle attività estrattive (Prae) e del relativo regolamento di attuazione, rendendo di fatto sospese molte procedure di ampliamento fino a tali adempimenti. E cosa dire poi della gestione immobiliare delle Aziende sanitarie? I testi normativi recenti riguardanti l’iscrizione e il trasferimento dei beni immobili delle Aziende sanitarie/ospedaliere (approvate nel 2025) richiedono complessi coordinamenti tecnici per diventare pienamente esecutive.

Leggi inattuate, come mai?

L’analisi della legislazione regionale evidenzia che la difficoltà non risiede solo nel vuoto politico, ma nell’efficienza burocratica successiva. Spesso i testi normativi prevedono la creazione di organismi dalla composizione numerosa che faticano a insediarsi. Molte leggi vengono inoltre approvate «senza oneri per il bilancio», il che può limitare la capacità dei Dipartimenti di attuare nuovi servizi che richiederebbero fondi. Per contrastare l’inerzia, sono state introdotte norme (come la legge 3/2019) che sanzionano i dirigenti che non partecipano ai lavori delle commissioni, segnale di un persistente scollamento tra ufficio legislativo e amministrativo.
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