Emilia Romagna

Caffè Concerto, si riapre uno spiraglio per i gestori in causa col Comune


Di fatto il locale rimane chiuso e non ci saranno novità – salvo sorprese – fino all’autunno. Un anno fa – era luglio – il Caffè Concerto chiuse improvvisamente i battenti e da allora, passando sotto i portici di Piazza Grande, nulla è cambiato, tra ricorsi, controricorsi, Tar e Consigli di Stato (da una parte i gestori contestano l’irregolarità degli impianti che avrebbero precluso la riqualificazione, dall’altra l’amministrazione ha fatto decadere la concessione per gli affitti arretrati).

Dietro le quinte, però, il risiko che riguarda il locale del centro storico per eccellenza, continua a rimescolare le pedine. Novità delle ultime ore, la possibilità – almeno sulla carta – che il Caffè Concerto possa riaprire entro fine anno ancora una volta sotto la gestione della Rrem, otto anni fa (era il 2008) aggiudicataria del bando. 

A riaprire questo scenario è la notizia che la Giunta Mezzetti, mercoledì 15 luglio, ha approvato la delibera con cui si accoglie l’ipotesi di accordo transattivo nell’ambito del tentativo di conciliazione proposto dal giudice nell’udienza dello scorso 2 luglio. L’intesa prevede la restituzione integrale (da parte di Rrem) dei canoni non pagati fino allo scorso 29 dicembre pari a 924.057 euro oltre agli interessi e al rimborso spese per le utenze così come riportati nel decreto ingiuntivo e fissa nel 1° settembre 2026 il termine per il pagamento. A fronte della restituzione di quanto dovuto l’Amministrazione darebbe alla stessa Rrem una nuova concessione, in continuità con la precedente, per dodici anni con un canone annuo di 186mila euro (iva compresa).

Per l’Amministrazione la proposta del giudice, che ha fissato cifre e tempi certi, è da accogliere perché – come sottolinea la delibera- rappresenta uno “strumento volto a perseguire il migliore soddisfacimento dell’interesse pubblico, attraverso una valutazione di convenienza amministrativa, economica e gestionale rispetto alla prosecuzione del contenzioso”. In particolare la delibera sottolinea che “l’efficacia dell’accordo è espressamente subordinata all’accettazione da parte di RREM di tutte le condizioni poste dall’Amministrazione e, in particolare, alla rinuncia irrevocabile a ogni domanda, eccezione, pretesa, doglianza o contestazione, attuale o potenziale, dedotta o deducibile nell’ambito dei giudizi civili e amministrativi pendenti, comprese quelle relative allo stato dell’immobile, degli impianti e all’esecuzione della concessione, con accettazione dei locali nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano, senza riserva alcuna e con assunzione a proprio esclusivo carico di ogni onere connesso alla realizzazione del progetto presentato in sede di gara”.

“Perseguiamo con determinazione tutte le strade che ci condurranno a restituire alla città un bene importante e a riavere quanto spetta all’Amministrazione, risorse pubbliche dei modenesi – spiega il Direttore Generale Lorenzo Minganti – l’accordo proposto dal Giudice rappresenta per noi un’ipotesi valida perché riconosce le nostre richieste economiche, fissa tempi certi e stabilisce che se Rrem lo accetta nulla avrà più da pretendere dal Comune di Modena. In questa vicenda la nostra Amministrazione ha fin dall’inizio agito nella tutela dei propri interessi, che coincidono con quelli dei cittadini”.

Come detto in apertura, però, se ne parlerà dopo l’estate: su richiesta della stessa Rrem, infatti, è stata spostata a ottobre l’udienza nella quale il Comune era pronto ad accogliere la proposta del giudice del Tribunale civile di Modena, accettata dalla Giunta. 

Va quindi nel congelatore, per ora, l’intenzione dell’amministrazione di predisporre l’iter per pubblicare un nuovo bando di gestione del Caffè Concerto. 

 

 


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