Brusk e Abby: i musei del futuro che dialogano coi borghi antichi delle Fiandre
Ora con Abby ha vinto il prestigioso FAD Award, entrando inoltre nella shortlist degli EU Mies Awards.
L’abbazia diventata museo si fa in cinque
Abby si compone di cinque parti principali, ciascuna con una propria identità spaziale e funzionale: c’è il modernissimo Padiglione d’ingresso, un geometrico monolito costruito ex novo nel parco con una facciata di mattoni scuri riciclati: è l’area di accoglienza e socializzazione, che ospita l’Abby Cafè, la reception, la biglietteria, il guardaroba.
Poi il corpo storico principale, l’Antico Dormitorio, ex cuore del convento, ripulito da tutte le pareti divisorie moderne per ritrovare i suoi volumi originari. Ospita la collezione permanente del museo, in particolare, le antiche e pregiate ceramiche delle Fiandre.
Quindi abbiamo la Cappella Monumentale del XVI secolo, fulcro spirituale, l’oggetto del restauro “per sottrazione” più radicale poiché liberata da solai e corridoi posticci accumulati nei secoli. Funge da spazio espositivo per grandi installazioni contemporanee o arti performative che richiedono altezze importanti.
Imponente poi il lavoro per realizzare le Gallerie Sotterranee (“White Boxes”). Per non intaccare la bellezza del parco storico, infatti, gli architetti hanno scavato i principali spazi espositivi sotto i cortili dell’abbazia: mille metri quadrati di sale sotterranee completamente neutre, iper-tecnologiche e isolate dall’esterno, dedicati esclusivamente alle grandi mostre temporanee d’avanguardia e ai prestiti di opere d’arte internazionali.
Completa il complesso storico un’ala convertita in un centro educativo polifunzionale, con l’Atelier e i laboratori didattici.
La mostra: un dialogo di quattro secoli tra artisti
Ma vediamo le mostre. Dal 30 ottobre Abby ospiterà “After Nature: Beauty and Decay from Savery to Today”, dialogo intergenerazionale tra i capolavori seicenteschi di Roelant Savery (panorami fantastici, creature magiche, foreste in fiamme) e le opere di 35 artisti contemporanei.
Un intrigante confronto a distanza di quattro secoli, nel nome della bellezza e della decadenza.
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