Bristol Cars riprende forma, torna nel 2026 con le supercar Fighter
La Bristol Cars Limited, dopo aver fatto la storia nel Regno Unito nel secondo dopoguerra, era stata posta in amministrazione controllata per poi essere rilevata nel 2011. L’entrata in liquidazione nel febbraio 2020 sembrava aver messo la parola fine ai progetti esclusivi del brand, ma a sorpresa un nuovo corso è pronto a sconvolgere le certezze dei puristi.
La Fighter, la supercar rimasta legata all’ultima fase produttiva del marchio inglese, è stata completata con un telaio originale ancora mai utilizzato. Un esemplare è stato svelato al Salon Privé di Blenheim Palace, dove Bristol Cars ha festeggiato anche gli 80 anni della propria storia. Il costruttore ha sempre realizzato pochissime unità, i volumi del 1982 sono un chiaro esempio dell’artigianalità della Casa: 104 auto prodotte in quell’anno. L’azienda, anche grazie a un solo showroom di vendita, all’angolo tra Kensington High Street e Holland Road a Londra, riuscì ad attirare una nicchia di facoltosi clienti.
Il ritorno della Fighter
La supercar, elaborata dai tecnici di Bristol Cars nei primi anni 2000, è stata l’ultima sfida progettuale prima dello stop alla produzione nel 2011. Il design rispecchia lo stile di quel periodo storico, con linee sinuose e soprattutto con porte ad apertura verticale. Il propulsore è un potente V10 aspirato da 8,0 litri in grado di erogare 525 CV nella configurazione standard, mentre è disponibile per chi non si accontenta anche una versione più pepata da 600 CV.
La top speed dichiarata dalla Casa arriva fino a 338 km/h. Numeri ancora oggi impressionanti e che potrebbero attirare facoltosi collezionisti, potendo godere di un abitacolo curato e di prestazioni di altissimo spessore. Bristol ha annunciato l’esistenza di 5 telai originali mai sfruttati e dei relativi componenti e disegni. Tutto era servito su un piatto d’argento per il rilancio della Fighter. Dopo l’unveiling della prima unità a Salon Privé, è previsto che le altre quattro saranno ultimate nei prossimi mesi.
Hand made
Se lo stile non dovesse entusiasmarvi, occorre sottolineare che il valore aggiunto è dato dal lavoro artigianale sulla base di un telaio originale. Il proprietario potrà configurare la supercar sulla base delle proprie richieste, ma a che prezzo? Per ora è top secret. Le auto saranno realizzate nel Regno Unito grazie alla partnership con un player specializzato nelle lavorazioni a basso volume. La Fighter sarà venduta sia con la guida a destra che con quella a sinistra.
Il proprietario Paul King, direttore di Bristol Cars, ha scelto di avere al suo fianco nel piano di rilancio Richard Hackett, presidente e braccio destro di Tony Crook, figura centrale nella precedente storia della Fighter. Una garanzia di continuità per una Casa nata nel 1945 come derivazione della Bristol Aeroplane Company e in grado di produrre la prima vettura, la 400, nel 1946. Tutte le Bristol prodotte dopo il 1961, inclusi i successivi modelli Blenheim e Fighter, avevano dei motori Chrysler.
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