Bosco dei Frati, nuova candidatura ai “Luoghi del Cuore Fai” per salvarlo: ecco come votare
Genova. Il Comune di Genova sostiene la candidatura del Bosco dei Frati alla 12esima edizione del censimento nazionale I Luoghi del Cuore del Fai. L’obiettivo dell’iniziativa, promossa per la seconda volta dal comitato Insieme per il Bosco dei Frati insieme a Legambiente Polis, è ottenere finanziamenti per salvare uno dei luoghi più preziosi della città, vero polmone verde scampato alla speculazione edilizia sulle alture di San Fruttuoso, nei pressi del santuario della Madonna del Monte.
Un luogo molto frequentato per camminate, sport e passeggiate coi cani, ma che oggi necessita di interventi mirati per tutelarne l’habitat, garantirne la sicurezza e rilanciarne la piena fruibilità. La direzione Geotecnica del Comune ha già pronto un progetto, sviluppato insieme al comitato e alle associazioni, che prevede interventi di ingegneria naturalistica per prevenire gli effetti del dissesto idrogeologico e nuova cartellonistica per guidare genovesi e visitatori.
Partecipare è semplice: è sufficiente andare a questo link, cliccare sul tasto vota e confermare dalla propria casella email. Il voto è gratuito e aperto a tutti. C’è tempo fino al 15 dicembre.
Cosa prevede il progetto e quali finanziamenti servono
Se il Bosco si posizionasse abbastanza in alto in classifica e il progetto passasse la selezione, il premio partirebbe da 10mila euro. “Abbiamo a disposizione circa 20mila euro – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante -. Con una cifra complessiva di 40-50mila euro riusciremmo a fare interventi importanti. Confidiamo di avviare sinergie anche con altri soggetti come l’Università di Genova e di riuscire ad aumentare le risorse all’interno dell’amministrazione”.
Nella passata edizione il comitato è andato a un passo dall’ottenere il finanziamento con oltre 4.400 voti. L’obiettivo per quest’anno è raddoppiare il bottino mobilitando tutta la cittadinanza: 8mila voti sono considerati la soglia ideale per aggiudicarsi il finanziamento.
Situato in una cornice paesaggistica d’eccezione, il Bosco dei Frati si estende per circa 96mila metri quadrati – di cui 59mila di proprietà comunale – ed è racchiuso da antiche mura secolari. Si tratta di una rara lecceta storica le cui origini affondano nel XIII secolo (con citazioni documentarie che risalgono al 1251 e al 1442 come nemus, ovvero bosco sacro).
In questi anni il bosco è sempre rimasto aperto nonostante l’addio dei frati minori francescani al santuario, avvenuto nel 2022 dopo ben 578 anni di presenza ininterrotta. Durante il passato ciclo amministrativo il Comune aveva tentato di acquisire anche la porzione del campo sportivo adiacente al monastero per assicurarsi l’accesso e trasformare l’area in un parco urbano. Finora, però, tutti i tentativi sono andati a vuoto perché l’ordine religioso non vuole privarsi della proprietà. Gli altri possibili accessi sono problematici, o perché insisterebbero su strade private (via sotto il Monte e via Gaulli) o perché non sono carrabili (salita vecchia di Nostra Signora del Monte).
“Lavoreremo in punta di piedi in questo ambito prezioso – spiega l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola -. È un rifugio climatico naturale, ma ha un enorme bisogno di essere messo in sicurezza. In centro città si è verificata una moria di lecci, tutti quelli che stiamo piantando sono sotto stress, mentre in questo bosco sono ancora sani. Avere un faro acceso qui significa poter attrarre fondi anche per riuscire a studiare cosa è successo in questi anni. Sostenere il Bosco dei Frati significa riconoscere il valore profondo di un paesaggio che non è solo bellezza e biodiversità, ma una infrastruttura ecologica e culturale per Genova – sottolinea l’assessora all’Urbanistica e al Verde del Comune di Genova, Francesca Coppola –. Portare l’attenzione su questo luogo attraverso il censimento Fai e gli investimenti comunali vuol dire ricucire il legame tra i cittadini e le proprie radici verdi, trasformando un patrimonio nascosto in un presidio vivo di sostenibilità e vivibilità urbana”.
“L’impegno dell’amministrazione comunale per il Bosco dei Frati – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici, Manutenzioni e Infrastrutture del Comune di Genova, Massimo Ferrante – si concretizza oggi attraverso un passo per me particolarmente significativo. Per oltre dieci anni ho avuto l’onore di amministrare questo Municipio: parliamo di un luogo che per me è letteralmente casa, un vero e proprio luogo del cuore custodito nella mia memoria e vissuto profondamente, giorno dopo giorno, conoscendone ogni angolo e ogni sfumatura. Proprio questa profonda vicinanza al territorio si traduce oggi in un’azione concreta, con l’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica che segna una tappa fondamentale per la nostra comunità. È un intervento nato non solo dalla cura amministrativa, ma da un affetto sincero, che ci permetterà di prenderci cura dei sentieri, sistemare le infrastrutture e installare una nuova segnaletica. Vogliamo restituire a tutti i cittadini la piena e sicura fruibilità di un’area di straordinario interesse storico, naturalistico e paesaggistico, attraverso azioni mirate al recupero dei percorsi e alla creazione di spazi accoglienti per la sosta, affinché questo luogo continui a essere vissuto e amato in totale sicurezza e accessibilità”.
La mobilitazione del mondo scientifico e associativo
La mobilitazione cittadina vede la partecipazione attiva del mondo scientifico e associativo. Per Lorenzo Brocada, presidente della sezione Genova-Savona dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (Aiig) “il Bosco dei Frati non è soltanto una splendida area verde delimitata da mura secolari. È un vero e proprio archivio vivente del nostro territorio: una rara lecceta storica le cui origini affondano nel XIII secolo. A differenza di parchi urbani di origine aristocratica o artificiale, questo luogo racchiude un legame millenario tra la comunità, il paesaggio della Val Bisagno e la spiritualità, offrendo spunti eccezionali per l’educazione geografica, ambientale e la tutela della biodiversità urbana”.
Gli fa eco Daniele Salvo, presidente di Legambiente Polis: “Tutelare il Bosco dei Frati di San Fruttuoso significa difendere la salute dei genovesi: questo polmone verde è un’efficace barriera naturale per contrastare le isole di calore urbane e rappresenta un patrimonio inestimabile della nostra città. Guardiamo al futuro affinché l’area venga valorizzata attraverso gli investimenti indicati dal Comune di Genova e riconosciuta sia come rifugio climatico sia come sito storico-naturalistico unico nel suo genere. Per tali ragioni sosteniamo la candidatura del Bosco dei Frati come Luogo del Cuore Fai e chiediamo a tutti di aiutarci nella raccolta firme”.
Per promuovere la conoscenza del sito, sabato 19 settembre alle 14,30 Legambiente Polis organizza un’escursione al Bosco dei Frati: un’attività gratuita e accessibile a ogni fascia d’età, per riscoprire il territorio apprezzandone gli aspetti naturalistici e culturali. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio e la partecipazione finanziaria del Comune di Genova – Municipio Bassa Val Bisagno. All’evento parteciperanno gli assessori Francesca Coppola e Massimo Ferrante per sostenere la candidatura e condividere i dettagli del progetto di valorizzazione.
Luoghi del Cuore Fai, la classifica provvisoria
Al momento, nella classifica provvisoria dei Luoghi del Cuore Fai della Liguria, il Bosco dei Frati è in posizione arretrata con poco più di 700 voti. In testa ci sono la chiesa di San Michele Arcangelo di Pegazzano (La Spezia) con oltre 6.600 voti, il convento di San Domenico a Taggia (Imperia) con 6mila voti, Villa Regina Margherita a Bordighera (Imperia) che supera i 3mila voti.
La raccolta firme prosegue su tutti i fronti. Il 9 novembre verrà pubblicato il prossimo aggiornamento ufficiale della classifica, che conteggerà i moduli cartacei raccolti fino al 19 ottobre, per poi avviare la volata finale verso il traguardo del 15 dicembre. È possibile votare online su www.iluoghidelcuore.it oppure mediante i moduli cartacei distribuiti dai comitati e dalle delegazioni Fai sul territorio ligure.





