Bolognina, i collettivi tornano in strada: “Pentole e fischietti” contro Bignami
La Bolognina torna al centro delle mobilitazioni. Dopo le tensioni della scorsa settimana tra un gruppo di influencer arrivati nel quartiere per realizzare video sul degrado e gli attivisti dell’area antagonista e antifascista, per oggi, lunedì 14 settembre, i collettivi hanno lanciato un nuovo appuntamento al Mercato Albani. Il ritrovo è fissato alle 18 e coincide con la visita in Bolognina del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami al vucino hotel Guercino per un’iniziativa dedicata alla sicurezza nel quartiere.
L’incontro dei collettivi, invece, viene promosso sui social con lo slogan “Vogliamo risorse e servizi” e con un invito esplicito ai partecipanti a portare “pentole e fischietti”. “Facciamo sentire a Galeazzo Bignami in visita in Bolognina il suono dei nostri bisogni concreti, non di guerra e di propaganda elettorale”, si legge nel materiale diffuso per convocare la protesta. Nel manifesto compare anche JollyTime, l’influencer che nei giorni scorsi era stato tra i protagonisti della contestata passeggiata nel quartiere.

Dopo le tensioni con gli influencer
La nuova mobilitazione arriva a pochi giorni da quanto accaduto tra via Di Vincenzo e via Tiarini, dove una dozzina di influencer e content creator si era trovata faccia a faccia con oltre cinquanta esponenti dei collettivi e di Bolognina Antifascista. Il gruppo di influencer, tra cui JollyTime, al secolo Ambrose Omo Irogho, e alcuni content creator stranieri, stava percorrendo le strade della Bolognina per realizzare contenuti dedicati alla criminalità e al degrado urbano. La presenza aveva provocato la reazione degli attivisti, con un confronto acceso rimasto sul piano verbale. Ed è proprio quella vicenda a tornare nella comunicazione della manifestazione di oggi. “Dopo gli influencer sciacalli arriva il governo del carovita”, si legge nel manifesto, che aggiunge: “La Bolognina non è il vostro palcoscenico”.
“No razzismo e odio”
Gli organizzatori collegano la protesta contro la visita di Bignami a una rivendicazione più generale sui problemi del quartiere. “Vogliamo risorse e servizi” è la scritta che domina il manifesto, insieme agli slogan “Facciamo rumore” e “No razzismo e odio”. L’appuntamento al Mercato Albani si inserisce così in una fase di particolare mobilitazione politica e sociale in Bolognina, con il tema della sicurezza che continua a essere terreno di contrapposizione tra forze politiche, attivisti e realtà del territorio.
Lunedì nuova “passeggiata di quartiere”
E la mobilitazione non dovrebbe fermarsi oggi. Per martedì 15 settembre, alle 18, è stata infatti annunciata una nuova “passeggiata di quartiere” con partenza da piazza dell’Unità. “L’unica sicurezza è quella sociale” è lo slogan scelto per l’iniziativa, promossa da Cambiare Rotta e Osa. Nel manifesto gli organizzatori invitano a “respingere razzismo, squadrismo e militarizzazione”. Due appuntamenti in altrettanti giorni che riportano dunque la Bolognina al centro del confronto politico cittadino, a una settimana dalle tensioni provocate dalla presenza degli influencer nel quartiere.
Il giorno prima l’assemblea per Fakir
La mobilitazione di oggi arriva inoltre all’indomani di un’altra giornata di iniziative che ha coinvolto collettivi e realtà del sindacalismo di base. Sabato 12 settembre, all’interno della facoltà di Lettere di via Zamboni, si sono infatti svolti per tutta la giornata tavoli di lavoro e un’assemblea plenaria dedicati alla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne morto dopo un fermo di polizia al Pilastro. Collettivi, attivisti e Si Cobas si sono confrontati sulle prossime iniziative per continuare a chiedere “verità e giustizia per Fakir”, allargando la discussione anche ai temi dell’antirazzismo, dell’immigrazione, dei permessi di soggiorno e del lavoro. Al termine dell’assemblea è stato fissato un nuovo appuntamento per il 30 settembre, quando dovrebbe essere lanciato uno sciopero generale. La giornata di sabato si è poi conclusa in piazza Verdi con un concerto benefit e una raccolta fondi per sostenere le spese legali e processuali della famiglia di Fakir.
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