Bollette elettriche, dal 2027 possibile sconto del 10%: accordo tra Italia e Ue
Bollette elettriche più leggere dal 2027, con un risparmio stimato intorno al 10 per cento per le famiglie che hanno un contratto a prezzo variabile. È l’effetto atteso dell’intesa preliminare raggiunta tra l’Italia e l’Unione europea per introdurre un tetto al costo del gas utilizzato nella produzione di energia elettrica. La misura dovrebbe durare un anno, ma prima di entrare in vigore dovrà superare ancora diversi passaggi tecnici e ottenere il via libera definitivo di Bruxelles.
L’accordo prevede di fissare il prezzo di riferimento del gas intorno ai 60 euro per megawattora, contro gli attuali 85-90 euro. La soglia potrebbe essere ulteriormente abbassata a 58-59 euro durante la definizione del provvedimento. Una riduzione di circa un terzo che, però, non si tradurrà in uno sconto della stessa entità sulle fatture delle famiglie. Il risparmio effettivo dovrebbe aggirarsi sul 10 per cento, perché una parte della bolletta è composta da costi fissi sui quali il nuovo meccanismo non avrà effetti.
La soluzione è frutto di una mediazione tra Roma, che chiedeva un limite di 40 euro, e la Commissione europea, orientata inizialmente verso una soglia di 80 euro. Il sistema dovrebbe consentire di ridurre il prezzo dell’elettricità intervenendo su uno dei fattori che incidono maggiormente sui costi di produzione.
In Italia, infatti, il gas ha un peso particolarmente elevato nella generazione elettrica. Le regole del mercato europeo stabiliscono che il prezzo all’ingrosso sia determinato dalla fonte più costosa necessaria a soddisfare la domanda. Nel nostro Paese questo meccanismo è influenzato dal gas per il 70-75 per cento delle ore di consumo. Abbassarne il costo di riferimento dovrebbe quindi produrre benefici anche per gli utenti.
Il provvedimento prevede inoltre un sostegno alle imprese, che potranno beneficiare di circa 1,3 miliardi di euro, secondo le stime del ministero dell’Ambiente, attraverso la vendita del gas accumulato dal Gse e da Snam.
La strada scelta dal governo è diversa da quella inizialmente prevista nel decreto Bollette di febbraio. In quel caso si puntava a intervenire sul costo delle quote europee di emissione, il cosiddetto sistema Ets, trasferendone gli oneri sulle fatture elettriche. Bruxelles non ha autorizzato la misura, aprendo invece alla possibilità di utilizzare un tetto al prezzo del gas destinato alla produzione di energia.
Adesso bisognerà completare la definizione delle nuove regole e sottoporle alla valutazione europea sugli aiuti di Stato. Soltanto dopo potrà essere approvato il decreto, atteso entro la fine dell’anno. Spetterà infine all’Arera, l’autorità di regolazione del settore, stabilire le nuove tariffe. Per i consumatori, dunque, lo sconto resta una prospettiva legata all’esito di questi passaggi.
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