Berlino punta il dito su Mosca, due indagati con legami russi

La Germania ha imputato a Mosca la responsabilità del tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia/Halle e la vicenda ha innescato una nuova ondata di tensioni diplomatiche in Europa. Gli inquirenti tedeschi hanno individuato due persone ritenute coinvolte nell’operazione, entrambe legate, secondo gli accertamenti, ai servizi russi.
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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i sospetti sarebbero un uomo di origine russa con passaporto lettone e un cittadino bielorusso in possesso di passaporto russo. L’analisi delle tracce di Dna e delle celle telefoniche ha permesso di risalire ai due indiziati, ha riferito la stampa tedesca.
La circostanza che uno dei due fosse in possesso di un visto turistico rilasciato dall’Italia ha suscitato immediata attenzione politica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato verifiche sulle procedure di rilascio, mentre fonti della sicurezza hanno precisato che il cittadino bielorusso non sarebbe comunque mai transitate sul territorio italiano.
La vicenda ha alimentato il dibattito europeo sulle misure di prevenzione: ai ministri riuniti, l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha sollecitato una stretta sui rilasci dei visti e la Commissione ha ricordato che i visti per i cittadini russi nell’Unione sono scesi da circa 4 milioni prima della guerra a circa 618mila lo scorso anno, sottolineando la necessità che i numeri restino bassi.
Non solo Berlino: Regno Unito, Francia e Polonia hanno concordato una risposta unitaria alle minacce ibride attribuite a Mosca. Londra ha convocato l’incaricato d’affari russo per condannare l’attacco e mostrare solidarietà alla Germania, mentre Berlino ha disposto la chiusura del consolato russo a Bonn e la sospensione delle attività della Casa Russia a Berlino.
La decisione ha provocato reazioni politiche interne in Germania. L’AfD ha chiesto di rendere pubbliche le prove del coinvolgimento russo, accusando il governo di doppio standard; la Linke ha invece criticato le misure, sostenendo che non renderanno il Paese più sicuro e che potrebbero aumentare il rischio di un’escalation.
A livello di intelligence, i servizi danesi hanno reso noti piani concreti da parte di Mosca per azioni di sabotaggio contro aziende del settore della difesa in Danimarca. Il capo del controspionaggio danese ha riferito di tentativi di reclutamento di cittadini danesi via social media e piattaforme di gioco per raccogliere informazioni utili alla pianificazione di atti ostili.
Mosca ha respinto le accuse. L’ambasciata russa a Londra ha definito le contestazioni “infondate ed assurde” e ha contestato l’assenza di prove convincenti, ammonendo che ogni escalation potrà ricevere una risposta calibrata. Anche il portavoce del Cremlino ha criticato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, prendendo le difese della posizione russa nel dibattito pubblico.
L’inchiesta tedesca prosegue e rimangono aperte verifiche tecniche e diplomatiche. Intanto l’episodio ha rilanciato allarmi su sicurezza, flussi di persone e vulnerabilità delle infrastrutture in tutta Europa, con governi e servizi di sicurezza chiamati a rafforzare controlli e cooperazione internazionale.
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