Beghelli, nuovo contratto integrativo dopo 16 anni

Dopo sedici anni di attesa, al Gruppo Beghelli torna la contrattazione integrativa. È stato infatti sottoscritto il nuovo contratto aziendale che coinvolge 320 dipendenti delle tre società italiane del gruppo – Beghelli Spa, Elettronica Cimone e Beghelli Servizi – segnando una svolta importante per una delle realtà industriali più conosciute tra le province di Bologna e Modena. L’accordo, raggiunto al termine di circa sette mesi di confronto tra azienda e organizzazioni sindacali, è stato approvato all’unanimità dalle lavoratrici e dai lavoratori durante le assemblee svolte nei diversi stabilimenti. Per i sindacati si tratta di un risultato storico, che interrompe oltre quindici anni di sostanziale blocco della contrattazione aziendale, dovuto alle difficoltà economiche e alle profonde ristrutturazioni che hanno interessato il gruppo.
Dalla crisi all’ingresso nel Gruppo Gewiss
Negli ultimi anni Beghelli ha attraversato una fase complessa, caratterizzata da problemi finanziari e diversi processi di riorganizzazione aziendale. La svolta è arrivata nel 2024 con l’acquisizione da parte del Gruppo Gewiss, operazione che ha aperto una nuova fase per l’azienda fondata da Gian Pietro Beghelli e specializzata nei sistemi di illuminazione, sicurezza ed efficienza energetica. L’accordo appena sottoscritto rappresenta uno dei primi risultati concreti del nuovo corso industriale e delle relazioni sindacali avviate dalla nuova proprietà.
Premio di risultato fino a 1.500 euro
Tra le novità più significative introdotte dal contratto integrativo spicca il ritorno del premio di risultato, assente in azienda dal 2009. L’intesa prevede un percorso di crescita progressiva che porterà il premio a raggiungere un valore massimo di 1.500 euro nel periodo compreso tra il 2026 e il 2029. Una misura che punta a valorizzare il contributo dei lavoratori e a condividere i risultati aziendali attraverso un sistema incentivante collegato agli obiettivi produttivi e organizzativi.
Arrivano smart working e maggiore flessibilità
Il contratto introduce inoltre nuovi strumenti per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro. Per il personale impiegatizio viene infatti prevista l’introduzione dello smart working, una modalità che finora non era disciplinata a livello aziendale. Accanto al lavoro agile, l’accordo contempla anche nuove forme di flessibilità oraria, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze organizzative dell’azienda e a quelle dei dipendenti.
Lotta alla precarietà: limite di 24 mesi per gli interinali
Uno dei punti più rilevanti dell’intesa riguarda il contrasto alla precarietà. Le parti hanno concordato che la durata complessiva dei rapporti di lavoro tramite agenzie interinali non potrà superare i 24 mesi, includendo anche formule contrattuali come lo staff leasing. Superata questa soglia, il lavoratore dovrà essere assunto direttamente dall’azienda. Una misura che i sindacati considerano particolarmente importante per favorire la stabilizzazione occupazionale e garantire maggiori prospettive ai lavoratori precari.
Welfare e borse di studio per i figli dei dipendenti
L’accordo amplia anche il sistema di welfare aziendale. Tra le novità figura l’introduzione sperimentale di borse di studio destinate ai figli dei dipendenti, oltre al rafforzamento delle misure di sostegno già esistenti. L’obiettivo dichiarato è investire sulla qualità del lavoro e sul benessere delle persone, riconoscendo il valore sociale dell’impresa oltre agli aspetti strettamente produttivi.
Sindacati: “Una svolta per il futuro del gruppo”
Per Filcams-Cgil Bologna e Modena, Fiom-Cgil Bologna e Modena, Fim-Cisl Emilia Centrale e Fisascat-Cisl Area Metropolitana Bolognese, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per il rilancio delle relazioni industriali all’interno del gruppo. Secondo le organizzazioni sindacali, l’intesa salvaguarda tutte le condizioni di miglior favore già esistenti, in particolare sul piano salariale e dell’organizzazione del lavoro, ampliando al tempo stesso i diritti e le tutele dei dipendenti. Il nuovo contratto integrativo sarà applicato a tutte le aziende italiane del mondo Beghelli e viene letto come una conferma della volontà del Gruppo Gewiss di investire sul dialogo sociale, sul confronto con le rappresentanze dei lavoratori e sulla qualità dell’occupazione.
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