“Basta polemiche, pensiamo ai bambini”

Lorenzo Bernardini, presidente del Centro Sportivo Italiano di Arezzo, è intervenuto sul tema delle attività estive “Tempo Bello” che nell’ultimo periodo hanno suscitato un acceso dibattito.
“Le attività estive rappresentano un valore educativo e formativo. Leggo che alcuni centri estivi arriverebbero a costare 800-900 euro al mese, ma questa cifra non mi sembra rappresentativa della realtà nella maggior parte dei casi. Molte associazioni sportive e culturali che propongono attività ludico-ricreative offrono infatti servizi con costi che generalmente non superano i 150 euro settimanali.
I buoni “Tempo Bello”, introdotti a suo tempo dall’attuale vicesindaco Lucia Tanti, hanno rappresentato un sostegno concreto per molte famiglie aretine. Successivamente, la misura è stata rimodulata sulla base dell’Isee, consentendo di indirizzare gli aiuti in modo sempre più mirato verso le famiglie che ne avevano maggiore necessità. Il centro estivo non dovrebbe essere considerato soltanto come un costo, ma soprattutto come un’importante opportunità educativa, formativa e di socializzazione per i più piccoli.
È vero anche che negli ultimi anni l’offerta si è ampliata notevolmente e che oggi molti soggetti organizzano centri estivi con livelli di professionalità differenti; sarà il tempo, insieme alla qualità del servizio offerto, a favorire una naturale selezione. Per questo credo sia utile concentrarsi su alcuni aspetti fondamentali. Primo: considerare il centro estivo non come una spesa, ma come un investimento educativo e formativo. Secondo: valutare la possibilità di ampliare o rafforzare le agevolazioni fiscali e le detrazioni per le attività estive rivolte ai minori. Terzo: evitare polemiche sterili e lavorare insieme per individuare soluzioni concrete nell’interesse dei bambini e delle famiglie.
Il confronto è sempre utile quando è orientato alla ricerca di risposte e non alla contrapposizione. Pensiamo anche al sostegno delle attività ludico motorie e ricreative per egli anziani, per chi è solo e in difficoltà. Quando si parla di aree sensibili pensiamo anche ai nonni tante volte lasciati nel dimenticatoio. Sia dai figli che dalle istituzioni. Ecco, pensiamo a sostegni e iniziative anche per loro. Dobbiamo fare comunità, fare/dare sostegno, fare sistema/squadra per i più piccoli e per gli anziani! Arezzo per tutti, a portata e dimensione per tutti”.
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