Bassetti: con l’Hantavirus non c’è da scherzare, sono molto preoccupato – CRONACA
«Il problema più grosso arriverà da quella nave da crociera, con l’hantavirus non c’è da scherzare, questo virus contagia da uomo a uomo, sono molto, molto, molto preoccupato. Come lo è tutto il mondo». Così oggi a Rai Radio1, ospite di Un giorno da pecora, Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del policlinico San Martino di Genova, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli sul caso della nave da crociera Mv Hondius con il focolaio di hantavirus che ha già provocato tre morti.
La nave attraccherà sabato sull’isola di Tenerife, gli spagnoli a bordo saranno trasferiti per la quarantena a Madrid e i passeggeri stranieri, appartenenti a 22 nazionalità, dalle Canarie saranno rimpatriati direttamente nei Paesi d’origine, ha annunciato la ministra spagnola della sanità, Monica Garcia, nella conferenza stampa successiva alla riunione interministeriale alla Moncloa sulla crisi sanitaria.
La Svizzera segnala inoltre che un ex passeggero è stato ricoverato a Zurigo risultando positivo al virus.
C’è il sospetto che via sia all’origina la trasmissione da persona a persona dell’hantavirus, afferma l’Oms: «Riteniamo che possa esserci una trasmissione da uomo a uomo tra i contatti più stretti», ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice per la preparazione e la prevenzione delle epidemie e pandemie dell’Oms. «Considerata la durata del periodo di incubazione dell’hantavirus, che può variare da una a sei settimane, presumiamo che siano stati infettati al di fuori della nave e riteniamo che possa esserci stata una trasmissione da uomo a uomo tra coloro che sono stati a stretto contatto», ha aggiunto.
Frattanto due medici specialisti in malattie infettive, attualmente in viaggio dai Paesi Bassi, si imbarcheranno sulla MV Hondius e rimarranno a bordo dopo la sua prevista partenza da Capo Verde, ha annunciato Oceanwide Expeditions in un comunicato.
E ventitre passeggeri della crociera Mv Hondius sono sbarcati lo scorso 21 aprile sull’isola di Sant’Elena, nell’Atlantico meridionale, e hanno fatto rientro nei rispettivi Paesi senza controlli immediati, nonostante il focolaio di hantavirus a bordo.
Lo riferisce un passeggero spagnolo, rimasto sulla nave, contattato da El Pais, secondo cui «ci sono 23 persone in giro e fino a tre giorni fa nessuno le aveva contattate», ha assicurato l’uomo, mantenendo l’anonimato.
I passeggeri, provenienti da diversi Paesi – fra cui Australia, Stati Uniti, Taiwan e Inghilterra – avrebbero ripreso la loro vita normale, dopo il rientro, senza essere stati sottoposti ad alcuna misura precauzionale.
Almeno una di queste persone, secondo il racconto del passeggero, sarebbe stata infettata dall’hantavirus. Si tratta dell’uomo che è poi stato ricoverato questa mattina in un’ospedale in Svizzera.
«Non si sentiva bene del tutto ed è andato in ospedale e questa mattina è risultato positivo», è il racconto del passeggero spagnolo.
Soltanto negli ultimi tre giorni l’Organizzazione mondiale della sanità avrebbe iniziato a contattare le persone sbarcate, una circostanza che solleva interrogativi sulla gestione iniziale del tracciamento.
L’Oms ha confermato che il focolaio è legato al virus del ceppo andino, l’unica variante del virus trasmissibile tra esseri umani.
Il bilancio complessivo al momento è di otto casi, tre dei quali mortali, con un paziente in terapia intensiva a Johannesburg.
Secondo l’Oms, «il rischio per la salute pubblica globale causato dall’hantavirus resta basso: collaboriamo con la nave per monitorare da vicino lo stato di salute di equipaggio e passeggeri», come afferma su X Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale. «L’Organizzazione lavora con i Paesi per garantire adeguata assistenza medica e un’evacuazione se necessario», ha aggiunto Ghebreyesus.
Quanto allo sbarco a Tenerife, il governo spagnolo ha spiegato: «Saremo particolarmente attenti alla sicurezza, proteggeremo le persone che arrivano, ma adotteremo anche le misure necessarie di salute pubblica, in modo che, se ci saranno persone sintomatiche, non trasmettano il virus alla popolazione e i passeggeri spagnoli resteranno in quarantena all’ospedale militare Gomez Ullà di Madrid».
IL VIRUS
L’Hantavirus viene trasmesso all’uomo principalmente attraverso il contatto con roditori infetti o con i loro escrementi e può causare infezioni gravi come la febbre emorragica con sindrome renale o la sindrome polmonare, ma presenta un basso rischio per la popolazione generale.
L’Organizzazione mondiale della sanità e la comunità scientifica invitano alla calma, evidenziando come questa famiglia di virus non sia collegabile ad un rischio pandemia dal momento che la trasmissione interumana è molto rara. Tuttavia, resta l’invito ad un costante monitoraggio della situazione.
“Il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c’è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio”, ha affermato il direttore generale dell’Oms Europa Hans Kluge, aggiungendo che le infezioni da Hantavirus sono “rare e solitamente legate all’esposizione a roditori infetti”.
Sulla stessa linea medici e infettivologi. Secondo Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) si tratta di eventi rari nei Paesi europei: “Le infezioni da Hantavirus possono causare sindromi anche gravi a carico di reni e polmoni, ma allo stato attuale non vi sono motivi di particolare preoccupazione per la popolazione generale.
La trasmissione interumana è estremamente rara. Tuttavia – spiega – episodi come questo richiamano l’importanza di mantenere alta l’attenzione nei confronti delle malattie infettive. In un mondo globalizzato, dove persone e merci si muovono rapidamente, i patogeni non conoscono confini e richiedono sistemi di sorveglianza e prevenzione sempre vigili ed efficaci, solo attraverso reti di sorveglianza integrate, collaborazione internazionale e costante aggiornamento scientifico è possibile garantire la sicurezza sanitaria e prevenire l’insorgenza di nuove emergenze”.
Invita a “tenere la guardia alta, ma senza allarmismi ingiustificati” anche la presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Cristina Mussini. Si tratta di tipi di virus che “conosciamo abbastanza bene: sono presenti da anni nei Paesi balcanici e piuttosto frequenti in Serbia e in Bosnia. Ma non ci sono mai stati casi autoctoni nel nostro Paese”, precisa.
Ma anche se la trasmissione interumana dell’Hantavirus è estremamente rara, la situazione “va tenuta sotto controllo – aggiunge – ed è fondamentale l’indagine epidemiologica per chiarire la dinamica dei casi che si sono verificati a bordo della nave da crociera”.
Attenzione alta dunque, ma chiarendo, conclude Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università Statale di Milano, che l’Hantavirus “è un’infezione rara in Europa e non ha caratteristiche pandemiche, perché non si trasmette facilmente da persona a persona”.




