Una mozione per sbloccare gli alloggi sfitti
Una fondazione pubblico-privata per fare da ponte tra proprietari e inquilini, recuperare case vuote e aumentare gli affitti sostenibili senza consumare nuovo suolo. È questa la proposta contenuta nella mozione “Alto Adige Abitare” presentata in consiglio provinciale dal consigliere dei Verdi Zeno Oberkofler insieme a Brigitte Foppa e Madeleine Rohrer.
Il documento parte da un dato considerato ormai strutturale: vivere in Alto Adige costa sempre di più e la casa pesa in maniera crescente sui bilanci delle famiglie. Nella mozione si ricorda che Bolzano, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, nel febbraio 2025 registrava un’inflazione del +2,6%, con un impatto annuale di circa 753 euro per una famiglia media. Il nodo principale riguarda proprio l’abitare: secondo i dati ASTAT citati nel testo, le famiglie altoatesine destinano mediamente il 41,6% del proprio reddito alle spese abitative. La mozione collega direttamente questa pressione economica anche all’emigrazione giovanile. Secondo i dati riportati, ogni anno quasi 1.500 giovani tra i 20 e i 49 anni lasciano l’Alto Adige verso Germania, Austria e Svizzera, mentre circa 1.000 persone si trasferiscono in altre regioni italiane. Un fenomeno che, secondo l’Osservatorio sul mercato del lavoro, sarebbe triplicato rispetto a vent’anni fa.
Nel documento viene poi analizzata la struttura del mercato immobiliare altoatesino. Circa il 70% della popolazione vive in case di proprietà, mentre il mercato degli affitti resta molto limitato, attorno al 10% del totale. A ridurre ulteriormente l’offerta contribuiscono gli alloggi destinati al turismo, stimati attorno al 7%, e soprattutto le abitazioni vuote, che rappresenterebbero circa il 10% del patrimonio abitativo provinciale. Secondo Oberkofler e i Verdi, il problema non sarebbe quindi solo costruire nuove abitazioni, ma riuscire a rimettere sul mercato quelle già esistenti. La mozione individua tra le cause degli alloggi sfitti i timori dei proprietari legati alla morosità, alla gestione burocratica dei contratti e alla mancanza di garanzie economiche o di soggetti intermedi affidabili.
Da qui la proposta di prendere come modello l’esperienza trentina di “LocAzione – Un patto per la casa”, progetto nato nel 2023 e poi evoluto nella Fondazione Trentino Abitare. Il sistema prevede servizi di mediazione sociale abitativa, selezione e accompagnamento degli inquilini, coperture assicurative per i proprietari, consulenza amministrativa e supporto durante tutta la durata del contratto. Nella mozione vengono riportati anche i numeri dell’esperienza trentina: oltre 800 sportelli informativi gestiti, 482 persone incontrate in cerca di casa e 100 proprietari contattati, di cui 60 hanno aderito mettendo a disposizione i propri immobili. Le mediazioni concluse positivamente sono state 41, senza casi di morosità registrati.
La richiesta avanzata alla giunta provinciale è quindi quella di promuovere anche in Alto Adige la creazione di un ente o fondazione a partecipazione pubblico-privata dedicata alla mediazione abitativa. Tra gli obiettivi indicati figurano la creazione di una piattaforma tra domanda e offerta di alloggi, servizi di assistenza contrattuale, garanzie economiche per i proprietari, recupero di immobili inutilizzati e accompagnamento sociale sia per inquilini che per proprietari.
✍️ Alan Conti




