Puglia

Bancarotta fraudolenta, interdetti per un anno i vertici Matarrese

Il divieto di esercitare funzioni direttive nell’ambito di persone giuridiche e imprese per la durata di un anno è stato disposto dalla gip Valeria Isabella Valenzi, a seguito di interrogatorio preventivo nei confronti di Salvatore Matarrese classe 1962, Amato Matarrese, Marco Mandurino e Nicola Locuratolo. Per tutti e quattro la Procura di Bari aveva chiesto gli arresti domiciliari. I provvedimenti nascono dalle indagini condotte dai finanzieri del gruppo Pef di Bari, che avrebbero portato alla luce gravi, molteplici e ripetute condotte di bancarotta, commesse dagli amministratori di 5 società riconducibili al gruppo Matarrese.

Ed erano partite dall’accesso alle procedure concorsuali di una delle società in evidente stato di insolvenza, mentre per le altre quattro imprese era stata chiesta la liquidazione giudiziale sulla base di approfondimenti che hanno evidenziato “una rilevante esposizione debitoria verso l’Erario e palesi situazioni di squilibrio finanziario ed economico”. Gli indagati, per l’accusa, avrebbero dissipato oltre 18 milioni di euro dal patrimonio delle società, con operazioni di cessioni di partecipazione infragruppo, finanziamenti infragruppo, pagamenti preferenziali operati dolosamente in palese violazione della par condicio creditorum.

“Attraverso le evidenze raccolte, è stato inoltre possibile ricostruire il reiterato e sistematico mancato versamento delle imposte dovute, per circa 7 milioni di euro, quale illecito sistema di auto-finanziamento frutto di una pervicace pianificazione preventiva, con evidente danno per l’Erario”, scrive ancora la finanza, che sottolinea come “allo scopo di ritardare l’emersione del dissesto i responsabili hanno, infine, falsificato i bilanci di esercizio delle società capogruppo, principalmente attraverso la sopravvalutazione di partecipazioni infragruppo”. Il 12 maggio scorso i finanzieri avevano già eseguito il sequestro preventivo impeditivo delle quote riferite a una società interessata dalle predette procedure, del valore nominale di euro 7 milioni 376mila euro, detenute dalla holding Matarrese.




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