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Balneari, arriva il bando-tipo per le gare gestite dai Comuni. L’Anci protesta: “Rischi e spese a noi, introiti allo Stato”

Le nuove concessioni balneari avranno una durata compresa tra cinque e vent’anni, e saranno assegnate con gare avviate almeno sei mesi prima della scadenza degli attuali titoli, comunque non oltre il 30 giugno 2027. Durante le procedure andrà garantita la continuità dei servizi, e i titoli in essere continueranno a valere fino al subentro effettivo del nuovo concessionario. Lo prevede la bozza del bando-tipo nazionale, il “modello” che lo Stato mette a disposizione dei Comuni appaltanti, presentato nei giorni scorsi dal ministero del Turismo alla Conferenza Stato-Regioni. In 36 pagine, il documento indica venti punti da includere nel bando, tra cui il criterio di aggiudicazione, che dovrà essere “unicamente quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, anche in considerazione di eventuali criteri premiali (…) ad esempio in favore delle piccole e medie imprese”.

La valutazione dell’offerta economica, si legge, non potrà essere superiore al 10% del punteggio massimo relativo all’offerta tecnica. Il concessionario subentrante dovrà a quello uscente un indennizzo “pari al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione, nonché a quanto necessario per garantire al concessionario uscente un’equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni”. Al fine di garantire la massima partecipazione e concorrenza, non saranno ammesse le offerte presentate dai concorrenti che già partecipino ad un numero di lotti pari a quello massimo previsto per ciascuna tipologia concessoria.

La soluzione del governo però non convince i Comuni, che lamentano il peso eccessivo scaricato sulle loro spalle nella gestione delle procedure, a fronte di introiti destinati esclusivamente allo Stato. Le amministrazioni “hanno assolutamente bisogno di supporto e indicazioni chiare e non equivocabili per procedere al corretto espletamento delle gare, ed evitare di esporsi al rischio di ulteriori contenziosi e dei costi gravosi che ne conseguono”, ha detto il sindaco di Ancona Daniele Silvetti, vicepresidente vicario dell’Anci, durante i lavori della Commissione Demanio riunita per analizzare la bozza, a cui hanno partecipato i rappresentanti di oltre settanta Comuni costieri. Il bando-tipo, sottolinea Silvetti, “presenta ancora criticità proprio in ordine all’obiettivo di fornire regole certe e univoche, in particolare col con particolare riferimento al principio della scarsità della risorsa e al tema degli indennizzi. Anci chiede quindi di perfezionare il testo affinché sia un reale strumento di supporto operativo e di ausilio per i Comuni, garantendo uniformità e certezza giuridica”.

Sulla stessa linea il presidente della Commissione Demanio, il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile: “I Comuni svolgono quotidianamente la funzione di gestione del demanio marittimo, sostenendo oneri amministrativi pesantissimi e affrontando spese finanziarie straordinarie, legate anche agli ingenti costi sostenuti per la difesa legale nei continui ricorsi. A fronte di un lavoro imponente e di un gettito dei canoni demaniali che viene interamente riversato allo Stato, chiediamo che venga concretamente riconosciuta la possibilità di una compartecipazione alle spese dei Comuni. I Comuni non devono essere lasciati soli“, afferma.

L’articolo Balneari, arriva il bando-tipo per le gare gestite dai Comuni. L’Anci protesta: “Rischi e spese a noi, introiti allo Stato” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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